La prova costume non è uno scherzo: una persona su due vive il momento con profondo disagio e uno su tre dichiara senza remore che preferirebbe andare dal dentista piuttosto che mostrarsi in costume da bagno sul bagnasciuga. La propria immagine corporea è diventata un problema così diffuso che addirittura una persona su sette si sente a disagio e a volte evita persino di spogliarsi sotto l’ombrellone, pur di non mostrare il proprio corpo. Il fenomeno ha anche un nome: si chiama “beachtimidation”, termine che deriva dall’unione delle due parole beach, spiaggia, e intimidation, intimidazione e indica appunto l'ansia o l'insicurezza provata nell'indossare il costume da bagno ed esporsi fisicamente in spiaggia o a bordo piscina.
L’ANSIA DA PROVA COSTUME – Chi l’ha detto che la spiaggia è un luogo di benessere, di relax e anche di un filo di pigrizia? La società di sondaggi Toluna ha effettuato un’indagine su mille americani adulti e fotografa una realtà inequivocabile: per quasi la metà del campione, l'avvicinarsi delle ferie innesca un vero e proprio cortocircuito emotivo che trasforma la spiaggia da luogo di svago a fonte di profondo stress. Il 46% delle persone non si sente a proprio agio all'idea di mostrarsi in costume da bagno e il 33% ha dichiarato addirittura che preferirebbe addirittura "andare dal dentista" piuttosto che svestirsi pubblicamente sulla spiaggia. Il dato fotografa il disagio psicologico, emotivo e sociale sempre più radicato, confermato in Europa dai dati del report Unembarassing Bodies condotto nel Regno Unito da OnePoll su un campione di 15mila adulti: oggi l'82% delle persone dichiara di provare imbarazzo o fastidio per il proprio fisico. Questa ansia da immagine corporea ha raggiunto livelli tali da modificare i comportamenti, facendo rinunciare ad andare in spiaggia o a mostrarsi in costume da bagno: un fenomeno che colpisce trasversalmente, ma che diventa un vero e proprio allarme tra i più giovani, costantemente sottoposti al confronto impari con i filtri dei social network: la percentuale di chi diserta le spiagge arriva infatti al 24% tra i ragazzi della Generazione Z. L’amore che gli Italiani hanno per il mare attenua la diffusione di atteggiamenti così estremi, ma l’imbarazzo nei confronti delle proprie forme, considerate troppo generose, è molto diffuso anche da noi: non a caso nella tarda primavera le palestre e i centri fitness si affollano di persone che cercano di correre ai ripari con allenamenti super intensi mentre sui media spopolano le proposte di diete e regimi last minute.
COME PREPARARSI ALLA PROVA COSTUME - “La prima cosa da capire è che il corpo non va preparato all'estate per superare una fantomatica prova costume, ma per stare bene, sentirsi forti, energici e in salute” spiega Cristina Tomasi, human metabolist e medico specialista in medicina interna. Certo, qualcosa si può e si deve fare, ma sempre evitando diete troppo restrittive e allenamenti massacranti che, tra l’altro, espongono al rischio di infortuni. Ecco quali sono, secondo Tomasi, i consigli per preparare al meglio il corpo e la pelle in vista dell'estate:
1. llenamento con i pesi: il muscolo è il tessuto metabolicamente più attivo del nostro corpo. L’allenamento di forza due o tre volte a settimana aiuta a costruire e mantenere la massa magra, migliora la postura, la sensibilità all’insulina e dona tono e compattezza alla pelle. Non servono ore in palestra, ma costanza ed esercizi mirati.
2. Costruire i pasti intorno alle proteine e ai cibi veri: più che contare le calorie o eliminare interi gruppi di alimenti, conviene garantire una buona quota proteica a ogni pasto, abbondante verdura di stagione, grassi buoni e carboidrati di qualità. Le proteine sostengono il muscolo, saziano e stabilizzano la glicemia, evitando i picchi che affaticano il metabolismo. Meglio invece ridurre i consumi di cibi ultra-processati, zuccheri raffinati e alcol.
3. Garantirsi il sonno: è durante il riposo notturno che il corpo si ripara e regola gli ormoni che governano fame, accumulo di grasso e recupero muscolare. Dormire poco o male altera il metabolismo ed espone agli attacchi di fame. Dormire regolarmente per sette-otto ore, con orari costanti ed evitando di esporsi agli schermi per troppo tempo la sera, è più efficace di tanti sacrifici a tavola.
4. Movimento tutto il giorno, non solo in palestra: il movimento spontaneo quotidiano (NEAT) incide sul dispendio energetico anche più della singola sessione di allenamento. Non perdere occasione di camminare, usare le scale invece dell’ascensore, ridurre le ore trascorse in posizione seduta. Una camminata dopo i pasti, inoltre, aiuta a gestire la glicemia.
5. Il bello e il buono della luce naturale: la luce del mattino aiuta a sincronizzare il ritmo circadiano, sintetizzare la vitamina D, migliorando energia, qualità del sonno e regolazione metabolica.