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Plenisfer Investments SGR: “La diversificazione valutaria torna a essere una componente strategica”

Non solo dollaro: sono da seguire le obbligazioni in valuta locale dei Paesi emergenti, alcune valute cicliche legate alle commodity, l'oro e gli asset reali capaci di preservare valore in un contesto come quello attuale

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L’attuale scenario macroeconomico è caratterizzato da debito elevato, inflazione più persistente, tensioni geopolitiche e crescita meno sincronizzata. Un contesto in cui la diversificazione valutaria torna a essere una componente strategica e non più soltanto tattica. Ne è convinto Mauro Ratto, Co-Founder e CIO, Plenisfer Investments SGR, che, in quest’ottica, suggerisce di seguire con maggiore attenzione le obbligazioni in valuta locale dei Paesi emergenti, alcune valute cicliche legate alle commodity, l'oro e gli asset reali capaci di preservare valore in un contesto come quello attuale.

RIDEFINIRE LA COSTRUZIONE DEI PORTAFOGLI GLOBALI
Secondo Ratto, oltre alla diversificazione occorre ridefinire la costruzione dei portafogli globali consapevoli che la concentrazione sugli Stati Uniti negli ultimi anni premiata quasi automaticamente probabilmente non lo sarà anche nei prossimi anni:  il prossimo ciclo potrebbe richiedere una maggiore diversificazione geografica e settoriale, oltre che valutaria. A proposito delle valute, se è probabile che il dollaro possa restare al centro del sistema finanziario globale ancora a lungo, è altrettanto vero che crescono gli interrogativi sulla sostenibilità della sua eccezionalità.

I FATTORI STORICI DI SOSTEGNO AL DOLLARO
“Il mercato dei Treasury continua a simboleggiare il concetto di asset privo di rischio, mentre l'azionario americano ha svolto per anni il ruolo di principale motore di rendimento, liquidità e innovazione, tanto da rappresentare oltre il 60% della capitalizzazione globale. Questi due fattori hanno generato flussi finanziari tali da compensare squilibri che altrove avrebbero compromesso la credibilità: un debito pubblico crescente e un disavanzo di bilancio cronico e crescente, accompagnato da un persistente deficit delle partite correnti” spiega il Co-Founder e CIO, Plenisfer Investments SGR.

LA GEOPOLITICA HA CAMBIATO LA PERCEZIONE DEL BIGLIETTO VERDE
Tuttavia, quando i flussi di capitali esteri per finanziare deficit fiscali e commerciali statunitensi rallentano o si interrompono, emergono inevitabilmente le fragilità strutturali. Criticità acuite anche dalla  geopolitica che ha cambiato la percezione del biglietto verde. Il congelamento delle riserve russe in dollari dopo l’invasione dell’Ucraina ha costituito un precedente cruciale per molte banche centrali e per numerosi Paesi emergenti. “Da quel momento è iniziato un lento, ma progressivo processo di diversificazione delle riserve valutarie globali. A cominciare dagli acquisti dell’unico asset reale privo di rischio di controparte, ovvero l’oro, da parte delle banche centrali dei paesi emergenti” commenta Ratto. Basti pensare che l’esposizione diretta ai Treasury USA della Cina è crollata da un picco di oltre 1.300 miliardi di dollari a poco meno di 700 miliardi oggi, ai minimi dal 2008.

IL CAMBIAMENTO NELL’AMBITO DEI PAESI EMERGENTI
E’ vero che le recenti tensioni legate al conflitto in Iran e ai rischi sullo Stretto di Hormuz hanno riportato temporaneamente il biglietto verde al centro dei flussi difensivi internazionali, ma si è trattato di un rafforzamento solo moderato e volatile. Il tutto senza trascurare i cambiamento più importante, quello nell’ambito dei mercati emergenti, il cui sviluppo è stato in passato incentrato sul dollaro. Paesi con alta crescita potenziale ma scarso risparmio interno, erano costretti a finanziarsi all'estero emettendo debito in dollari. Oggi molti Paesi in via di sviluppo hanno una base di risparmio domestico più solida, mercati finanziari più maturi e investitori locali in grado di assorbire emissioni obbligazionarie in valuta locale. Il risultato è una riduzione progressiva del debito denominato in dollari.

EURO, REAL BRASILIANO E PESO MESSICANO
Ma c’è di più. Anche il comportamento relativo delle altre valute si sta modificando. L'euro, in particolare ha mostrato una sorprendente forza anche in presenza di shock geopolitici significativi. Alcune valute emergenti, come real brasiliano e peso messicano, hanno invece evidenziato una tenuta molto superiore rispetto ai cicli precedenti. Inoltre, il progressivo riallineamento dei tassi europei rispetto a quelli americani riduce uno dei principali vantaggi competitivi del biglietto vrde degli ultimi anni. “Il dollaro non perderà lo status di riserva di valore, ma il suo indebolimento rifletterà un mondo più multipolare anche dal punto di vista valutario” conclude il Co-Founder e CIO, Plenisfer Investments SGR.