l'aereo presidenziale

Il nuovo Air Force One è troppo grande: gli Usa spendono oltre 320 milioni per costruire un hangar ad hoc

I futuri velivoli della Casa Bianca non entrano nelle strutture attuali della base di Andrews. Per ospitarli è nata una cittadella hi-tech

© Afp | Il nuovo modello Boeing 747-8 

© Afp| Il nuovo modello Boeing 747-8 

Quando si parla dell'Air Force One, l'aereo del presidente degli Stati Uniti, anche una questione come il parcheggio può trasformarsi in un affare da centinaia di milioni di dollari. I futuri Air Force One, infatti, sono talmente grandi da non poter essere ospitati negli hangar attuali utilizzati dalla flotta presidenziale negli ultimi decenni. Gli attuali velivoli, identificati con la sigla VC-25A, derivano dal Boeing 747-200B e accompagnano i presidenti americani dai tempi di George H. W. Bush (1989). I loro sostituti, i VC-25B, sono invece basati sul Boeing 747-8 Intercontinental, l'ultima generazione del celebre jet. La differenza non è soltanto nell'innovazione tecnologica. I nuovi aerei sono più lunghi di oltre cinque metri e mezzo e più larghi di quasi nove metri rispetto ai modelli pronti per andare in pensione. 

L'allarme del Pentagono -

 I documenti del Dipartimento della Difesa statunitense hanno evidenziato un primissimo problema: il nuovo Boeing 747-8 è troppo grande e troppo pesante per essere ospitato nell'hangar storico utilizzato dagli Air Force One. Nemmeno altre strutture presenti nella Joint Base Andrews, la base militare alle porte di Washington da cui operano gli aerei presidenziali, risultavano adeguate. La soluzione è unica e inevitabile: costruire una nuova mega-infrastruttura. È nato così il Presidential Aircraft Recapitalization Complex, un progetto studiato appositamente per la nuova generazione di Air Force One. Le prime stime parlavano di una spesa attorno ai 250 milioni di dollari, ma con il passare degli anni i costi sono aumentati fino a superare i 320 milioni. La struttura si sviluppa su circa 35 mila metri quadrati e rappresenta molto più di un semplice aeroporto. Il centro comprende due baie per gli aeromobili, aree di manutenzione specializzate, magazzini, uffici operativi, depositi protetti e infrastrutture dedicate alla sicurezza.

Uno Studio Ovale volante -

 Gli Air Force One non sono normali aerei. A bordo trovano posto sofisticati sistemi di comunicazione sicura, tecnologie difensive, sale operative e strumenti che consentono al comandante in capo degli Stati Uniti di governare anche durante situazioni di crisi. Proprio per questo motivo l'hangar che ospita il boeing non può essere un semplice ricovero per aerei. Nel nuovo complesso sono stati realizzati sistemi di rifornimento dedicati, serbatoi di carburante operativi, linee di trasferimento protette, generatori di emergenza, sistemi di comunicazione ridondanti e reti energetiche capaci di funzionare anche in condizioni eccezionali.

La base cambia volto -

 L'impatto del progetto è stato tale da modificare parte dell'aspetto odierno della Joint Base Andrews. Per fare spazio alla nuova struttura sono state ripensate diverse aree operative e logistiche della base. Tra gli effetti più curiosi c'è anche il ridimensionamento del celebre campo da golf interno. Alcune buche sono state totalmente cancellate per consentire l'espansione delle infrastrutture destinate agli aerei presidenziali. Paradossalmente, mentre il nuovo hangar è ormai pronto, i velivoli per cui è stato costruito non sono ancora entrati in servizio. Il programma VC-25B ha infatti accumulato anni di ritardi e, secondo le previsioni più recenti, le consegne definitive non avverranno prima del 2028.

L'aereo del Qatar -

 Nel frattempo si fa strada l'ipotesi di un velivolo destinato a coprire il periodo di transizione. Si tratta di un Boeing 747-8 di lusso proveniente dal Qatar e adattato alle esigenze necessario al caso. Essendo basato sulla stessa piattaforma dei futuri VC-25B, il jet potrebbe sfruttare proprio il nuovo complesso da oltre 320 milioni di dollari costruito alla Joint Base Andrews.

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