Le parole della donna

Trapani, la madre del 12enne che ha tentato di accoltellare il prof: "Sono convinta sia stato ricattato"

"Era sempre un ragazzino gentile ed educato con tutti. A casa, poi, mai una parola fuori posto o un gesto di insofferenza", ha aggiunto la donna

© Tgcom24

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La madre del 12enne che a San Vito Lo Capo (Trapani) ha tentato di accoltellare un professore a scuola, è "convinta che mio figlio era ricattato da qualcuno in quel gioco terribile in cui era finito. Magari, per salvarsi lui, avrebbe dovuto uccidere qualcuno", ha detto a la Repubblica, per poi aggiungere che il ragazzo non aveva manifestato segni di malessere. "Ha continuato ad avere un ottimo rendimento scolastico. Ed era sempre un ragazzino gentile ed educato con tutti. A casa, poi, mai una parola fuori posto o un gesto di insofferenza. E anzi era lui a confortarmi con tante belle parole quando mi vedeva giù", ha aggiunto la donna. 

La madre del ragazzo ha raccontato che venerdì 29 maggio, il giorno dell'aggressione, "poco prima di andare a scuola, mio figlio mi ha chiesto di prestargli il telefonino. Mi ha detto: 'Dobbiamo fare un lavoro in classe'. E quando gli ho dato il telefonino ha sussurrato: 'Ti amo, sei la mamma migliore del mondo'. Mio figlio mi racconta sempre tutto. Mi ha parlato di alcuni compagni che fanno i bulli a scuola, mi ha pure detto di avere aiutato un compagno che ha una forma di autismo. Ma non mi ha mai parlato di ciò che avveniva in quelle chat. Però, io ritengo di essere stata sempre una mamma attenta: quattro anni fa, quando ho dato il telefonino a mio figlio, ho voluto installargli la app che controlla ogni cosa e tutela i minori da siti pericolosi. Una precauzione che ho voluto io, perché ho sempre avuto paura dei social. E, adesso, sono vittima della mia stessa paura". 

E alla domanda se avesse mai notato qualcosa di sospetto sulla app citata, la donna ha risposto: "Mi arrivavano le notifiche dei giochi. Ma nulla mi ha mai insospettito, anche perché mio figlio non me ne dava motivo. Lo ripeto: era sempre tranquillo e sereno". "Premetto che fuori casa non aveva neanche la connessione sullo smartphone. Sono convinta che mio figlio sia riuscito ad aggirare i controlli dell'app. Ma io che colpa ne ho? Cosa avrei dovuto fare? La verità è che oggi i genitori sono disarmati di fronte ai pericoli che si annidano sui social e sul web. Lo dirò al giudice quando mi convocherà. Adesso, però, voglio che lo sappiano tutti che non sono una cattiva madre. Mi dà fastidio che in paese la gente mormori, la gente spesso giudica senza sapere", ha aggiunto la donna. 

La madre del ragazzo ha poi commentato la decisione della giustizia minorile di affidare al momento il ragazzo al padre: "È una decisione che ritengo profondamente ingiusta. Da cinque anni io e mio marito siamo separati e mi sono fatta sempre carico di tutte le necessità dei figli". Infine, la donna ha detto di aver comunicato con il figlio al telefono: "L'ho sentito sereno. E come sempre mi ha detto parole dolci. Voglio che torni in questa casa, nella sua stanzetta che amava tanto".

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