Il tumore al pancreas rimane una delle forme più complesse da trattare e le opzioni terapeutiche utilizzabili sono limitate: solo in Italia si registrano 15mila decessi ogni anno. Tuttavia, la nuova molecola "daraxonrasib", somministrabile in compresse, segna un passo avanti significativo: ha portato la sopravvivenza media a oltre 13,2 mesi rispetto ai 6,7 ottenuti con la chemioterapia. Lo dicono i risultati dello studio Resolute, presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO).
Gli effetti del farmaco -
Lo studio ha coinvolto 500 pazienti già sottoposti a precedenti terapie ed è emerso che nei pazienti con tumore al pancreas metastatico che hanno ricevuto il trattamento, il "daraxonrasib" quasi raddoppia la sopravvivenza con meno effetti collaterali rispetto alla chemioterapia. Un risultato che rappresenta, secondo gli oncologi, il maggiore successo nel trattamento di questa neoplasia da decenni, anche se la molecola è ancora in fase sperimentale.
Dove è già disponibile -
La nuova molecola si è dimostrata efficace sia nei tumori che presentano questo gene mutato, bloccandone l'azione, sia nei tumori al pancreas senza mutazione di Kras. Negli Stati Uniti il trattamento è già accessibile per i pazienti, proprio per i benefici riscontrati, attraverso il programma di Expanded Access, in attesa della definitiva approvazione commerciale. Il farmaco è inoltre in fase di sperimentazione in diversi altri studi clinici: per il trattamento di prima linea per il cancro al pancreas ancora non metastatico e per il trattamento di altri tumori correlati a mutazioni del gene RAS.
La ricerca continua -
I ricercatori stanno anche lavorando per comprendere come i tumori possano sviluppare resistenza e per identificare altre terapie che possano essere utilizzate in combinazione con daraxonrasib per migliorarne l'efficacia. "Sono poche le terapie disponibili per i pazienti affetti da cancro del pancreas metastatico precedentemente trattato; tali terapie presentano un'efficacia modesta e una tossicità sostanziale. Lo studio Rasolute 302 è stato concepito per valutare un trattamento di seconda linea, con l'obiettivo di definire un nuovo standard di cura per questi pazienti che risulti più efficace e comporti minori effetti collaterali rispetto alle chemioterapie ora disponibili", spiega Brian Wolpin, del Gastrointestinal Cancer Center presso il Dana-Farber Cancer Institute di Boston.
Il ruolo del gene Kras -
In oltre il 90% dei casi questo tumore (adenocarcinoma duttale pancreatico) è favorito dalla mutazione del gene Kras che, in questa forma mutata, agevola la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. Gli oncologi dall'Asco sottolineano come i risultati dello studio Resolute "cambino radicalmente il panorama terapeutico" per i pazienti affetti da cancro del pancreas metastatico con mutazione Kras. "La 'rivoluzione' legata a questa mutazione è ormai realtà e questo studio ne costituisce la prova: colpire il gene Kras nel cancro del pancreas è fattibile ed efficace", afferma Rachna Shroff, capo della Divisione di Ematologia-Oncologia presso la University of Arizona Cancer Center ed esperta in tumori gastrointestinali.