Ore di tensione tra mercoledì e venerdì in diversi istituti della Vallesina, in provincia di Ancona a causa di una serie di minacce anonime telefoniche che hanno fatto scattare allarmi, controlli, l'evacuazione degli studenti e la cancellazione di una recita scolastica. La sequenza delle intimidazioni sarebbe iniziata già mercoledì sera con una telefonata indirizzata agli uffici comunali di Monte Roberto. Da quel momento le segnalazioni si sono susseguite con un crescendo di gravità. A Castelbellino, dove gli alunni della scuola dell'infanzia erano pronti a salire sul palco per la tradizionale festa di fine anno sono arrivate due telefonate che hanno fatto annullare tutto. La vicenda, riportata da il Resto del Carlino e ora è al centro delle indagini dei carabinieri.
Tre giorni di allarmi -
Giovedì nel mirino è finita la scuola dell’infanzia di Castelbellino. Nonostante i primi accertamenti delle forze dell'ordine non avessero rilevato alcun pericolo reale, una nuova chiamata ha convinto dirigenti e amministratori a fermare ogni attività pubblica. La situazione è poi degenerata nella mattinata di venerdì, quando un ulteriore allarme ha raggiunto il centralino dell'istituto comprensivo. Alla richiesta di precisare dove fosse stato collocato l'ordigno, l'interlocutore avrebbe indicato la scuola media.
Evacuazione e studenti nel parco -
Le procedure di sicurezza sono scattate immediatamente. Circa 240 ragazzi della scuola secondaria sono stati fatti uscire dall'edificio e accompagnati in un'area verde vicina, dove hanno atteso il completamento delle verifiche e l'arrivo dei familiari. Le operazioni si sono svolte senza particolari criticità, ma la tensione accumulata ha avuto conseguenze anche sul piano emotivo. Una studentessa, già soggetta ad attacchi di panico, ha accusato un malore ed è stata assistita dai sanitari del 118.
L'ultima telefonata ha colpito il polo scolastico di Moie. Secondo quanto emerso, la minaccia conteneva riferimenti a un gruppo di persone che sarebbe arrivato dalla Russia con l'intenzione di compiere una strage. Anche in questo caso i controlli effettuati non hanno portato alla scoperta di alcun ordigno. L'edificio è rimasto sotto stretta sorveglianza dei carabinieri fino al termine delle lezioni, mentre studenti e personale hanno vissuto ore di comprensibile inquietudine.
La pista delle telefonate -
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori c'è anche la testimonianza di una dipendente comunale che avrebbe risposto a una delle prime chiamate. La donna ha riferito di aver percepito un accento straniero nella voce dell'interlocutore. In un'altra occasione, invece, a parlare sarebbe stata una donna. Ora gli accertamenti si concentrano sui tabulati telefonici e sulla tracciabilità delle chiamate. L'obiettivo è individuare al più presto il responsabile o i responsabili di una vicenda che, pur non avendo causato danni fisici, ha seminato paura in intere comunità scolastiche e tra centinaia di famiglie.