Gerry Scotti protagonista del festival della Tv, che ha aperto venerdì 29 maggio la quindicesima edizione in piazza Umberto I a Dogliani. Scotti, tra foto con i fan e autografi, ha poi ricevuto il Premio Fiat alla carriera. Dal palco, Scotti ha invocato la "Pax di Dogliani", spiegando di averne parlato con Stefano De Martino e immaginando un accordo simbolico per contenere la durata sempre più lunga dell'access prime time e riportare ordine nei palinsesti, in modo che la prima serata non cominci quando una parte del pubblico è già andata a dormire.
Scotti parte da un dato: lui con "La Ruota della Fortuna" e Stefano De Martino con "Affari Tuoi" fanno numeri da vecchia tv generalista. "Ci sono sere in cui facciamo insieme 12 milioni di telespettatori tra le 20.30 e le 21.30", dice. Segno, secondo lui, che la televisione generalista è tutt'altro che morta: "Se c'è offerta, il pubblico c'è ancora". Il conduttore però chiarisce subito che il problema dell'access prime time non può essere scaricato soltanto sulle tv commerciali. "La Rai ha il canone, le piattaforme hanno gli abbonamenti. Un editore commerciale vive solo di pubblicità", spiega riferendosi a Mediaset. "Perché dovrebbe essere il primo a fare un passo indietro proprio adesso che gli ascolti funzionano?". La soluzione, secondo lui, può arrivare solo da un accordo generale tra gli operatori. Scotti conferma anche che "La Ruota della Fortuna" continuerà senza interruzioni.
Ruota tutta l'estate -
"Sapevo già dal primo gennaio che avrei fatto la ruota tutta l'estate", racconta, smentendo le voci circolate nei giorni scorsi su possibili stop o cambi di programma. E ironizza sulle ricostruzioni lette online. Il presentatore rivendica il successo del programma: "Se non c'è un altro titolo che gira come La Ruota della Fortuna, allora continui a girare la ruota".
Legame storico -
Nel dialogo torna anche il tema del suo storico legame con Mediaset. Scotti ammette che una componente di "pigrizia" c'è stata: "Sono nato e cresciuto nell'aia di Mediaset". Ma soprattutto, spiega, l'azienda gli ha sempre proposto "le cose giuste al momento giusto", senza costringerlo a guardarsi intorno. "Non ho mai dovuto scegliere se andare altrove", afferma. E rivendica con orgoglio una fedeltà rara nella tv di oggi: "Le bandiere forse non esistono più, però io sono contento di essere rimasto". Quanto alle fiction, "troppo faticose, meglio il Gerry Scotti firmato famiglie", scherza.