Il mercato obbligazionario europeo è attualmente sostenuto da fair value, sentiment, flussi e fattori tecnici. Tuttavia, secondo l’analisi di Nicolas Jullien, Global Head of Fixed Income di Candriam, nessuno di questi fattori positivi giustifica una esposizione aggressiva nel reddito fisso europeo. Il manager, che ha seguito il movimento del rendimento dei Bund in un ampio intervallo compreso tra il 2,90% e il 3,10%, resta convinto che l'estremità superiore di questo range continui ad offrire un valore più elevato rispetto al rischio di spread nei mercati periferici.
NEUTRALI SU SPAGNA E ITALIA, SOTTOPESO SUL BELGIO
Nel reddito fisso europeo, Jullien conferma una view moderatamente positiva sulla duration in euro attraverso il segmento a 10 anni. “I rendimenti attuali ci fanno preferire un’esposizione sulla duration del Bund piuttosto che sullo spread BTP-Bund e adottiamo un approccio selettivo sugli spread dei Paesi non core. In particolare siamo neutrali su Spagna e Italia e abbiamo una posizione di sottopeso sul Belgio” rivela il manager di Candriam.
FRANCIA, OSSERVATA SPECIALE
Il quale, per quanto riguarda la Francia, è al momento neutrale ma continua a seguirla con molta attenzione per assumere una potenziale nuova posizione short, eventualmente rispetto all'Italia o alla Germania. Tra i mercati più piccoli dell'Eurozona, invece, la sua visione è positiva su Slovacchia e Slovenia, favorite dagli effetti dell'inclusione negli indici, e sulla Bulgaria, in quanto nuovo membro dell'Eurozona.
UN SUPPORTO A MEDIO TERMINE ALLA DURATION
Jullien nota un peggioramento del ciclo economico alla luce del brusco rallentamento degli indicatori di crescita che incrementano le probabilità di recessione mentre i PMI si sono indeboliti, inizialmente nei servizi. “Questi dati potrebbero indicare una certa solidità sul fronte manifatturiero (e quindi i PMI compositi equilibrati) ed esprimere una resilienza strutturale. Riteniamo invece che possano essere il riflesso di un effetto di accumulo delle scorte, con alcuni ordini che sono stati anticipati” spiega il Global Head of Fixed Income di Candriam, secondo il quale questo indebolimento dell’economia non è ancora pienamente riflesso nel mercato e dovrebbe fornire un supporto a medio termine alla duration.
LA POLITICA MONETARIA DELLA BCE
Nel frattempo, l'inflazione headline è tornata intorno al 3% e dovrebbe restare per ora a quel livello, mentre l'inflazione core è destinata a salire da valori ancora ragionevoli. Prezzi al consumo in tensione rendono il tratto a breve termine della curva più vulnerabile. La BCE si è espressa in modo chiaro per un possibile rialzo dei tassi nel mese di giugno ma successivamente la sua politica monetaria resterà fortemente ancorata agli sviluppi in Medio Oriente e dall'andamento dei prezzi energetici. “I rialzi dei tassi dovrebbero offrire un fattore di supporto alle obbligazioni a scadenza più lunga. Un aumento dei tassi in un'economia in rallentamento, dove i prezzi dell’energia più elevati agiscono già come uno shock inflazionistico guidato dall'offerta e un freno alla crescita, frenerà ulteriormente l'economia reale” conclude Nicolas Jullien Global Head of Fixed Income di Candriam.