L'aggressione verbale

Helen Mirren insultata in strada a Londra: "Pu***na sionista"

L'attrice è stata fermata da un attivista pro-Palestina mentre camminava per le strade di Londra insieme al marito Taylor Hackford

L'attrice ottantenne Helen Mirren è stata insultata dall'attivista pro-Palestina Tom Carroll mentre camminava per le strade di Londra insieme al marito, il regista Taylor Hackford (81 anni).

L'uomo si è avvicinato alla star e le ha rinfacciato di aver espresso pubblicamente il suo sostegno a Israele: "Ha detto che Israele dovrebbe esistere per sempre, ed era molto felice che le case dei palestinesi fossero distrutte". Non sono mancati degli insulti pesanti, come "pu***na sionista" e "brutta sacca di me**a".

L'aggressione verbale e l'intervento di Hackford -

 In un primo momento Helen Mirren ha interagito con l'uomo in modo cortese, accennando un sorriso e chiedendogli se andasse tutto bene, ma una volta capite le vere intenzioni di Carroll ogni traccia di allegria è sparita dal suo volto. L'attivista ha tenuto per tutto il tempo lo smartphone puntato sull'attrice, continuando a riprenderla e a insultarla fino a quando Taylor Hackford non gli ha intimato di smetterla. Il regista si è frapposto tra Carroll e la moglie, urlando a più riprese "va*****ulo, sparisci e lasciaci camminare". Il suo intervento ha permesso di porre fine all'aggressione verbale prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente.

Chi è Tom Carroll? -

 Secondo quanto riferito dal team di informazione digitale GnasherJew e dal Daily Mail, Tom Carroll è un attivista politico che vive a nord di Londra. In un primo momento l'identità dell'uomo presente nel video era rimasta avvolta dal mistero, ma è stato possibile ricostruirla tramite i legami tra i suoi account social e il profilo Instagram che ha diffuso il video dell'aggressione verbale. Carroll si è già reso protagonista di episodi simili in passato, che hanno portato anche a delle conseguenze penali.

Helen Mirren e Israele -

 Il legame tra Helen Mirren e Israele affonda le sue radici in un'esperienza personale risalente a molto tempo prima rispetto alle attuali tensioni geopolitiche. L'attrice ha infatti visitato per la prima volta il Paese nel 1967, subito dopo la Guerra dei Sei Giorni, partecipando come volontaria a un kibbutz nei pressi del Mar di Galilea.

Nel corso degli anni, questa connessione si è tradotta anche in scelte artistiche di rilievo. Mirren ha interpretato il primo ministro israeliano Golda Meir nel biopic del 2023, difendendo la decisione nonostante le pressioni arrivate da parte di settori di Hollywood che avrebbero preferito il suo ritiro dal progetto.

Il suo coinvolgimento non si è limitato al cinema. Nel 2024 ha firmato una lettera aperta insieme ad altri esponenti del mondo dello spettacolo per sostenere la partecipazione di Israele all'Eurovision Song Contest, opponendosi a qualsiasi forma di esclusione culturale degli artisti. In diverse interviste, l'attrice ha inoltre espresso una posizione netta sul tema, dichiarando di credere nell'esistenza di Israele come conseguenza della Shoah e affermando che il Paese debba continuare a esistere nel tempo.

Le critiche al governo di Netanyahu -

 Tuttavia, nel corso del tempo Mirren ha dimostrato di non appoggiare ciecamente ogni decisione di Israele. In più di un'occasione l'attrice ha espresso il proprio dissenso per le scelte politiche di Benjamin Netanyahu, arrivando anche a criticare in modo diretto il suo stile di leadership, ritenuto maschilista e polarizzante. Durante la promozione del film su Golda Meir, la diva ha ammesso di essersi emozionata vedendo le manifestazioni organizzate dai cittadini israeliani contro le riforme del primo ministro.

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