Commissariata impresa americana

Milano, caporalato nel nuovo consolato Usa: "Stipendi al di sotto della soglia della povertà"

Per la Caddell Construction, azienda dell'Alabama che sta costruendo il nuovo consolato Usa a Milano, è stato disposto il controllo giudiziario d'urgenza

© Ansa

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Lavoravano alla costruzione del nuovo consolato americano a Milano con una paga sotto la soglia della povertà. La procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario d'urgenza per il colosso statunitense delle costruzioni Caddell Construction. Secondo l'ipotesi degli inquirenti meneghini, l'azienda sfruttava una società indiana come intermediaria per reclutare lavoratori a stipendi infimi.

Il progetto e la Caddell Construction -

 Il nuovo consolato americano, che sta sorgendo in piazzale Accursio a Milano, è un mega progetto per cui Washington ha disposto un budget da 351 milioni di dollari e un'area da edificare di circa 40mila metri quadrati, lì dove una volta sorgeva il Tiro a segno. Ad aggiudicarsi il progetto, appunto, la Caddell Construction co. LLC con sede a Montgomery, nell'Alabama. 

Il "pizzo" per lavorare e le minacce -

 La procura di Milano, tramite i carabinieri del Nucleo ispettorato lavoro, hanno eseguito venerdì 29 maggio il decreto disposto dal pm Paolo Storari, che impone il controllo giudiziario dell'impresa americana. Stando all'inchiesta degli inquirenti meneghini, la Caddell Construction avrebbe appaltato a una società indiana il compito di individuare la manodopera. Questa avrebbe fatto arrivare dall'estero, in particolare sempre dall'India, operai da impiegare in condizioni di "sfruttamento approfittando del loro stato di bisogno".

Gli stessi lavoratori avrebbero infatti dovuto pagare una sorta di "pizzo" all'azienda per essere reclutati, quantificato nella cifra di 500mila rupie indiane cioè poco più di 4mila euro. I lavoratori erano poi stipendiati con retribuzioni fino al 50% al di sotto della soglia di povertà e venivano fatti lavorare in "palese e reiterata violazione della normativa in materia di orario di lavoro, periodi di riposo, riposo settimanale". Nel caso in cui avessero rifiutato le condizioni, erano minacciati di licenziamento e di "essere rispediti in India".

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