È stato presentato mercoledì sera in anteprima al cinema Adriano di Roma il docufilm “Valter Scavolini – La vita come grande impresa”, diretto da Mattia Zanca, prodotto da 7Verticale e con la sceneggiatura di Luca Masia e Mattia Zanca. L’opera racconta la vicenda personale e imprenditoriale di Scavolini, Cavaliere del Lavoro e fondatore di una delle aziende italiane più famose nel mondo dell’arredo e del design. Il film costruisce anche un ritratto intimo che attraversa memoria privata, identità territoriale, sport, comunicazione e cultura popolare italiana. Nel lungometraggio si intrecciano materiali d’archivio, testimonianze e una linea narrativa poetica che accompagna lo spettatore dentro la storia dell’imprenditore.
I momenti più significativi -
Tra i momenti più significativi del film ci sono le storiche campagne pubblicitarie con Raffaella Carrà, con Lorella Cuccarini e quelle che vedono protagonisti Laura Pausini e Carlo Cracco. Presente anche un contributo speciale di Francesco Facchinetti. Il docufilm sarà poi presentato il 13 giugno 2026 alle ore 18.00 al Teatro Sperimentale di Pesaro, all’interno della 62° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival e successivamente sarà oggetto di una programmazione selezionata nelle sale cinematografiche delle principali città italiane.
Le parole di produttori e regista -
I produttori Giovanni Altieri e Costantino Margiotta hanno detto: “Abbiamo voluto realizzare un’opera che non fosse semplicemente il racconto di un grande imprenditore, ma la storia di un uomo capace di trasformare valori come famiglia, lavoro, territorio e visione in un’eredità collettiva”. Il regista Mattia Zanca ha spiegato che “questo film nasce da un desiderio personale ancora prima che cinematografico. Per anni mio nonno aveva scelto di non raccontarsi mai davvero davanti a una macchina da presa. Credo abbia accettato questo progetto perché non volevo costruire il ritratto celebrativo di un imprenditore, ma entrare con rispetto nella dimensione più umana della sua storia. Ho cercato un racconto intimo, fatto di memoria, silenzi, famiglia, fragilità e visione. Non la spettacolarizzazione di un successo, ma il percorso di un uomo che ha attraversato il Novecento italiano portando con sé valori profondi e molto concreti”.