Una perizia psichiatrica su Sempio? Venti anni dopo il delitto di Garlasco? "Può chiarire molto, certo, ma non è facile. Per farla serve una serie di colloqui da leggere insieme alla storia clinica del paziente". A dirlo è la professoressa Liliana Lorettu, co-presidente della Società Italiana di Psichiatria e Psicopatologia Forense, tra i massimi esperti in materia."Bisogna però prestare attenzione: non bisogna sempre psichiatrizzare la violenza".
Professoressa, una perizia psichiatrica può essere retroattiva di quasi 20 anni?
"Non è un caso isolato, ma nemmeno così frequente. Certo, non è facile. Possono esserci delle perplessità nel valutare una condizione clinica quasi vent'anni dopo, ma un esame ben eseguito può chiarire molti aspetti. Poi, se una persona viene giudicata pericolosa, lo step successivo è chiedersi: perché lo è?".
Come si fa?
"Per ricostruire il quadro clinico di allora serve unire i puntini di vari elementi diagnostici e clinici: magari certificazioni, dati anamnestici e soprattutto quella che si chiama funzionalità, di oggi e di vent'anni fa, cioè come funziona e funzionava l'individuo in ambito lavorativo e di studio".
Come si valuta la pericolosità?
"Se è una personalità legata al disturbo mentale, allora ci si chiede: quanto quel disturbo ha influito?"
Facciamo un passo indietro: qual è la differenza tra consulenza psichiatrica e personologica?
"La perizia psichiatrica valuta la psicopatologia ai fini di accertare un'incapacità di intendere e di volere, quindi ha una rilevanza in ambito penale. La consulenza psicologica valuta gli aspetti della normalità dell'individuo e per questo non può essere utilizzata in un procedimento: è a discapito dell'individuo perché su di lui si possono trovare elementi personologici e attribuirgli una determinata condotta sulla base di quegli elementi. È molto scivoloso".
Se ci fosse un problema, il soggetto può nasconderlo?
"La dissimulazione della malattia mentale è possibile, ma l'obiettivo degli accertamenti è essere ancorati a dati solidi".
Lei cosa gli chiederebbe?
"Si possono adottare diverse metodologie. Si fanno colloqui clinici e si valuta la storia, sia personale sia familiare, sia lavorativa sia sociale, dell'individuo. La prima domanda che farei è: come stava vent'anni fa? Ha avuto bisogno di ricorrere a uno specialista? Di assumere farmaci? Quali farmaci prendeva?"
Sempio aveva l'abitudine di mettere su carta i suoi pensieri: i suoi tanti appunti che valore hanno?
"Premetto che non ho letto le carte e rimango generica. Non mi sembra niente di legato alla psicopatologia: quanti di noi tengono un diario? È qualcosa che si fa per fissare un ricordo".
E le frasi sullo stupro che Sempio scriveva sui forum?
"Qui occorre fare attenzione. Sono espressioni di violenza, ma non necessariamente di psicopatologia: occorre fare attenzione a non psichiatrizzare sempre la violenza. Possono essere elementi ideologici, anche".