In assenza di progressi diplomatici decisivi nel conflitto in Medio Oriente, i mercati oscillano tra preoccupazione e un rinnovato ottimismo. L'elevata volatilità dei tassi di interesse riflette l'incertezza sulla traiettoria dell’inflazione e sulla politica delle banche centrali. Nonostante un quadro tutt’altro che stabile, Edmond de Rothschild Asset Management resta ottimista sulle prospettive a medio termine per le azioni. “Abbiamo continuato ad aumentare le coperture tattiche a breve termine, in risposta all'attuale lieve euforia sui mercati anche perché non ci sono ancora segnali tangibili di una fine imminente dei conflitti geopolitici” spiegano gli esperti della casa d’investimento.
OTTIMISMO SULLE AZIONI STATUNITENSI
I quali restano ottimisti sulle azioni statunitensi perché i dati macroeconomici sono ancora solidi, e, inoltre, apprezzano anche i mercati dei paesi emergenti, che stanno beneficiando dello slancio nei settori dell'energia e dell'intelligenza artificiale. Per quanto riguarda le azioni europee, i fondamentali sono stati meno favorevoli, ma dovrebbero beneficiare della fine del conflitto in Iran. Per quanto riguarda invece il reddito fisso, la preferenza va alle obbligazioni governative e al credito, pur adottando un approccio vigile sui rischi di inflazione e sulla volatilità a breve termine indotta dai flussi di dati e dagli sviluppi geopolitici.
FORTE VOLATILITÀ DEI TASSI DI INTERESSE
Nel frattempo, le preoccupazioni sull'andamento dell'inflazione hanno causato una forte volatilità dei tassi di interesse. I rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni si sono attestati tra il 4,55% e il 4,68%, e il Bund tedesco decennale ha oscillato tra il 3,05% e il 3,20%. In Giappone, mentre i rendimenti dei titoli di Stato hanno mostrato una tendenza al rialzo, la Banca centrale in un contesto di economia solida e inflazione persistente, dovrebbe decidere nuovi rialzi dei tassi a giugno.
RALLENTAMENTO DELL’ATTIVITA’ ECONOMICA NELL’EUROZONA
Nell'eurozona, il rallentamento dell'attività economica, unitamente a una graduale normalizzazione delle pressioni sui prezzi, ha rafforzato l'idea che la BCE possa non dover adottare una politica monetaria così aggressiva come si temeva solo di recente. “L'Europa sta affrontando ostacoli strutturali: prezzi elevati dell'energia, indici azionari con una bassa ponderazione del settore tecnologico e perdita di competitività con la Cina. Pertanto, la probabilità di un minor numero di rialzi dei tassi rappresenta un fattore di supporto significativo per le valutazioni azionarie” commentano i manager di Edmond de Rothschild Asset Management.
IL SENTIMENT DI RISCHIO IN EUROPA POTREBBE MIGLIORARE
In quest’ottica si segnala l'indice PMI composito dell'eurozona che si è attestato al minimo degli ultimi due anni e mezzo, a 47,7, nettamente inferiore ai 48,8 previsti e ai 48,8 di aprile. Un'economia fragile potrebbe indurre i mercati a scontare una politica monetaria meno restrittiva del previsto da parte della BCE. Allo stesso tempo, diversi fattori specifici dell'Europa stanno iniziando a favorire l‘azionario europeo nel medio termine. Si percepisce un rallentamento dell'offensiva russa in Ucraina, mentre le pressioni interne su Mosca sono in aumento: pertanto il sentiment di rischio in Europa potrebbe migliorare marginalmente. Inoltre, ogni segnale di distensione intorno allo Stretto di Hormuz riduce i prezzi dell'energia.
UTILI DEL PRIMO TRIMESTRE IN EUROPA SOLIDI
Intanto la stagione degli utili del primo trimestre in Europa è stata piuttosto solida. Circa il 60% delle aziende europee ha superato le aspettative sugli utili per azione, anche se in misura meno impressionante rispetto a Wall Street, guidata dal settore tecnologico. A proposito di Stati Uniti, gli indici PMI hanno continuato a indicare un'economia robusta: PMI composito a 51,7 contro i 51,8 previsti e 51,7 di aprile. Ancora una volta, il settore manifatturiero è stato il motore della crescita (55,3 contro 54,5 di aprile), principalmente a causa della ricostituzione delle scorte per scongiurare i rischi della catena di approvvigionamento” concludono i professioni di Edmond de Rothschild Asset Management.