Il fatto fa tornare alla memoria la tentata vendita della fontana di Trevi da parte di Totò. Stavolta però siamo nel Varesotto e la vittima è uno svedese che abita negli Stati Uniti. A proporre l'affare al malcapitato un uomo del posto, che suggerisce un ottimo investimento alla vittima: una villetta di gran pregio all'asta, per via di una procedura esecutiva, a un prezzo da saldo. Un'occasione irripetibile, un vero affare, bisogna approfittarne subito. Le carte, atti giudiziari e documentazione bancaria - ovviamente falsificati - ci sono tutti, così l'investitore bonifica in tre volte 1,3 milioni di euro. Appena arrivano i soldi però questi prendono il volo in numerosi rivoli e svaniscono in una miriade di conti attraverso bonifici di piccole quantità.
Quando dopo i pagamenti, l'uomo, sedicente esperto del settore, ha smesso di dare notizie, lo svedese si è rivolto alla Procura della Repubblica di Milano. Il gip ha disposto l'immediato sequestro del denaro o meglio di quel che resta di questo. Il presunto truffatore è stato indagato per truffa aggravata, falso ed autoriciclaggio.