Botta e risposta

Caro energia, l'Ue: "Usare i fondi di coesione" | No delle Regioni: "Non sono un bancomat"

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Fitto "sorpreso" della risposta, ribadisce: "Bruxelles non obbliga nessuno"

© Ansa

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Botta e risposta tra il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, e la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto.  All’invito rivolto da Fitto ai ministri Ue responsabili della coesione e alle Regioni europee affinché si faccia uno sforzo per riprogrammare i fondi per la coesione per far fronte alla crisi energetica al fine di "sostenere le comunità e i territori più colpiti", è arrivata subito la replica che rispedisce la richiesta al mittente. "I fondi di coesione non sono un bancomat” ha risposto la presidente del Comitato europeo Tutto. Una reazione di cui il commissario italiano si è detto "sorpreso".

Caro energia, l'Ue: "Usare i fondi di coesione" -

 Fitto, nella lettera inviata da Bruxelles, aveva spiegato così la richiesta: "Invitiamo Stati membri e regioni a intraprendere uno sforzo di riprogrammazione con un focus mirato sull'energia". E "l'obiettivo è chiaro: reindirizzare rapidamente le risorse disponibili della coesione, dal Fondo europeo di sviluppo regionale, dal Fondo di coesione e dal Fondo per la transizione giusta, verso investimenti che offrano un sollievo immediato a famiglie e imprese colpite dai prezzi elevati dell'energia". "Sono fermamente convinto - aveva spiegato il commissario italiano - che i fondi possano fornire un sostegno fondamentale per affrontare le sfide derivanti dai recenti sviluppi geopolitici".  

"La Commissione - viene spigato nella lettera inviata da Fitto - è pronta a fornirvi il suo pieno sostegno per garantire che il Just Transition Fund apporti tutti i benefici possibili alla transizione equa, nonché a sfruttare appieno il potenziale dei fondi della politica di coesione per affrontare le sfide delineate nella comunicazione Accelerate Eu e per creare soluzioni per il settore dei fertilizzanti e le attività correlate con l'aiuto della politica di coesione". Inoltre "potete anche includere ulteriori revisioni degli attuali programmi di politica di coesione, e vi assicuro che, con il coinvolgimento dei nostri rispettivi team, le esamineremo insieme a voi in modo collaborativo e rapido".  

No delle Regioni: "Non sono un bancomat" -

 Ma le rassicurazioni non sono bastate: la presidente del Comitato europeo delle Regioni ha risposto su X: "La crisi energetica è reale. La soluzione proposta non lo è. Indicare i fondi di coesione come bancomat di emergenza, ancora una volta, trasforma la politica di investimento in un'aspirina politica: sollievo temporaneo, sotto investimento cronico... La parte migliore? Questi fondi sono già stati impegnati". "La politica di coesione ha contribuito in modo determinante alla resilienza e alla sostenibilità energetica dell'Ue" consentendi "alle regioni di migliorare il proprio mix energetico e la propria efficienza", sottolinea Tutto.  Chiudendo con tono ironico:"la transizione giusta riposi in pace". 

Fitto "sorpreso" della risposta: "Bruxelles non obbliga nessuno" -

 Fitto a stretto giro affida a X la replica alla replica: "Sono sorpreso da alcune reazioni all'iniziativa con cui apriamo a soluzioni concrete capaci di aiutare cittadini e sistema produttivo ad affrontare il peso della crisi energetica. La parte migliore di questo, casomai, si chiama flessibilità”. E ancora “Non c'è nessun 'bancomat'. E soprattutto Bruxelles non obbliga nessuno: decidono Stati e Regioni sulla base delle esigenze reali dei territori". Nella lettera Fitto conclude: “La politica di coesione funziona se sa adattarsi alla realtà. Il resto rischia di essere solo polemica strumentale e soprattutto non corrisponde alla realtà dei fatti", conclude Fitto. 

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