Nulla si distrugge, tutto si trasforma. Non è solo il principio di conservazione della massa ma è anche la chiave di lettura per questa nuova ricerca che porta a una certezza: la bellezza evolve nel tempo. I canoni della statuaria classica e le proporzioni di Fibonacci sono completamente superati, ma non abbandonati. Magari ritornano proprio perché "la bellezza è contemporanea a se stessa, si modifica in base alla società, alla cultura". A dirlo è Raoul D'Alessio, docente dell'Università Cattolica di Roma e promotore della "Ricerca sull'attrattività facciale tra scienza, percezione e benessere". "Attraverso una misurazione unica nel suo genere abbiamo indagato un'intera etnia, riuscendo a individuare le caratteristiche e l'evoluzione della bellezza mediterranea", ha spiegato D'Alessio. Uno studio unico a livello mondiale, con importanti ricadute sulla medicina estetica, l'ortodonzia e la cura dei dismorfismi, ma anche sulla scienza della bellezza.
Una bellezza in continuo divenire -
I ricercatori dell'Università Cattolica di Roma, della Federico II di Napoli e del Politecnico di Bari hanno osservato l'evoluzione del volto nell'arco di due decenni ,coinvolgendo oltre 50mila candidate di Miss Italia. Lo studio è stata presentato all'Ordine dei medici di Roma. Grazie all'uso di tecnologie come la fotogrammetria tridimensionale resa celebre dal film Avatar, hanno scoperto così che la bellezza italiana "è cambiata ogni cinque anni, subendo una trasformazione che l'ha allontanata dai canoni classici di Fibonacci e dalle leggi auree, per arrivare a una valorizzazione dei volumi e di tratti più definiti", dice ancora D'Alessio. Oggi "non si corre verso una globalizzazione, ma piuttosto una individualizzazione dell'attrattività del viso", sottolinea lo studioso. Rispetto a 20 anni fa "sono più apprezzati zigomi pronunciati, mandibola prominente e labbra piene, ma si sta andando più verso una naturalità che dice no alla standardizzazione".
Zigomi e occhi -
Gli zigomi continuano ad avere un ruolo importante, ma non come requisito assoluto. Secondo il professor Alberto Laino della Federico II di Napoli, "il loro valore dipende dalla capacità di integrarsi con gli altri tratti. Gli occhi restano un punto chiave dell'attrattività, ma contano la coerenza con le proporzioni generali, l'espressività e la naturalezza dello sguardo.
Labbra e mandibola -
Le labbra sono percepite come armoniche quando risultano piene ma proporzionate. Il messaggio alle superfan del filler è chiaro: come segnala Brunello Prollifrone, presidente del Cao di Roma "noi odontoiatri iniziamo a riscontrare problemi per la salute legati alla passione per le labbra 'a canotto'". Per quanto riguarda la mandibola, mantiene il suo ruolo ma è apprezzata se conferisce struttura, senza irrigidire il volto.