È durata due settimane la sospensione delle sanzioni imposte contro Francesca Albanese dal governo americano. La Casa Bianca ha deciso di tornare a colpire la relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi occupati esattamente 14 giorni dopo l'annullamento del precedente provvedimento da parte di una corte Usa.
Francesca Albanese e la lista nera americana -
La comunicazione è comparsa sul sito web del dipartimento del Tesoro, in particolare nella pagina dell'Ufficio per il controllo di beni stranieri, che ha inserito il nome di Francesca Albanese in una "lista nera" a livello globale. Si tratta dell'elenco dei cosiddetti "Cittadini specialmente designati", quelli insomma meritevoli di qualche attenzione e qualche limitazione in più. Nel caso della cittadina italiana, il provvedimento le impedirebbe di utilizzare le principali carte di credito o di effettuare transazioni bancarie. Meno di un anno fa, la Casa Bianca le aveva proibito di mettere piede negli Usa oltre averle congelato tutti i beni che possiede in America. Un provvedimento non da poco dato che la figlia maggiore di Francesca Albanese vive negli States e ha cittadinanza americana.
Perché Francesca Albanese è sanzionata dagli Usa -
Il provvedimento, come il primo voluto dal segretario di Stato americano Marco Rubio nel luglio 2025, prende di mira Albanese per le sue dure critiche contro la condotta israeliana a Gaza e in Cisgiordania e contro l'appoggio che l'amministrazione Trump ha fornito al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Come aveva spiegato lo stesso Rubio, Francesca Albanese era accusata di aver "diffuso un antisemitismo sfacciato, espresso sostegno al terrorismo e aperto disprezzo per gli Stati Uniti, Israele e l’Occidente". Due settimane fa, invece, un tribunale del District of Columbia aveva sospeso il primo provvedimento spiegando che "tutelare la libertà di parola è sempre nell'interesse pubblico".