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L'Italia ha esportato meno nel 2002

Male il Sud e il nord ovest

Nell'ultimo anno sono diminuite le esportazioni italiane. Lo ha comunicato l'Istat precisando che nel 2002 l'export è sceso del 2,8% rispetto all'anno precedente. Il calo ha riguardato tutte le regioni ma è risultato superiore alla media nazionale sia nel Mezzogiorno, dove si è registrata una diminuzione del 3,7% e nell'Italia nord-occidentale, dove il calo è stato del 4,6%. Tuttavia, nell'ultimo trimestre dell'anno l'export è tornato a salire.

In cifre, il valore delle esportazioni italiane nel 2002 si è attestato a 265,2 miliardi di euro. Tuttavia, nel periodo ottobre-dicembre, precisa l'Istituto di statistica, l'export delle regioni italiane ha segnato un lieve incremento rispetto al trimestre precedente. In particolare le esportazioni sono cresciute del 3% nell'Italia meridionale ed insulare, del 2,3% in quelle del nord-est e dello 0,3% nelle aree del nord-ovest. Nell'Italia centrale, invece, è stata registrata una flessione dello 0,2%.

Nel 2002 le peggiore performance fra le regioni del nord-ovest è stata realizzata dalla Liguria, che ha registrato un meno 10,3% a causa del calo delle vendite all'estero di apparecchi meccanici, elettrici e di precisione. Male anche Valle d'Aosta (mano 6,1%), Lombardia (mano 4,5%) e Piemonte (meno 4%). La flessione della Lombardia, le cui esportazioni rappresentano il 28,2% del totale nazionale, è dovuta ad una riduzione delle vendite in tutti i principali settori di attività economica, ad eccezione del comparto agroalimentare e dei prodotti chimici e fibre sintetiche ed artificiali.

Nel nord-est, precisa l'istat, la riduzione delle esportazioni si è concentrata in Friuli Venezia Giulia (meno 3,1%) ed in Veneto (meno 2%), mentre nelle altre regioni non si sono registrate variazioni di rilievo rispetto al 2001. Il risultato negativo del Friuli è imputabile alla riduzione delle vendite di apparecchiature elettriche e di precisione e dei metalli e prodotti in metallo, mentre quello del Veneto è dovuto al calo dei prodotti metalmeccanici (esclusi i mezzi di trasporto) e del cuoio e prodotti in cuoio.

Nell'Italia centrale, le performance delle regioni sono risultate alternanti: Lazio ed Umbria hanno registrato risultati positivi (rispettivamente più 5,4% e più 5%), mentre Toscana e Marche hanno perso rispettivamente il 4,5 e lo 0,9%. A trainare il Lazio e l'Umbria sono state le vendite di metallo e prodotti in metallo, di mezzi di trasporto e di prodotti alimentari. Sul dato della Toscana ha pesato, invece, la marcata riduzione nei settori dell'industria tessile, dell'abbigliamento, del cuoio e dei prodotti in cuoio. Nel Mezzogiorno, infine, la migliore performance è stata quella della Basilicata (più 24,9%), dovuta alle vendite di mezzi di trasporto e di altri prodotti delle industrie manifatturiere. Buoni anche i risultati ottenuti da Molise (più 1,8%) ed Abruzzo (più 1,4%). Al contrario, le esportazioni sono scese in Campania (meno 6,6%), in Puglia (meno 6,4%) ed in Calabria (meno 3,7%). Nell'Italia insulare, la riduzione delle vendite all'estero ha interessato sia la Sardegna (meno 7,3%) che la Sicilia (meno 6,3%), che hanno risentito della flessione nel valore delle vendite dei prodotti petroliferi raffinati.