
Rissa a Milano Certosa, 22enne muore accoltellato: si indaga sulle gang di latinos
La vittima è Gianluca Ibarra Silvera, circondata e colpita da un gruppo di dieci persone. Gli aggressori sono fuggiti prima dell'arrivo del 118. Al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere, mentre il padre accusa: "È stato il capo della Mara Salvatrucha"

L'aggressione -
Un ragazzo di 22 anni è morto nella notte tra martedì e mercoledì a Milano dopo essere stato accoltellato durante una violenta rissa scoppiata tra i binari della stazione Milano Certosa. A perdere la vita è Gianluca Ibarra Silvera, nato in Italia da una famiglia originaria dell'Ecuador, morto nelle prime ore della notte all'ospedale Fatebenefratelli dove era arrivato in codice rosso.
L'aggressione si è consumata poco dopo le 22 di martedì sera. Secondo una prima ricostruzione investigativa, alla lite avrebbero preso parte almeno una decina di persone, indicate come di origine sudamericana. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati sul posto, intorno alle 22.15, il giovane era gravissimo: trasportato d'urgenza, è arrivato in ospedale già in arresto cardiocircolatorio. I medici hanno tentato le manovre di rianimazione, ma le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi. Il 22enne è morto poco più tardi.
Le pandillas Sul luogo della rissa, invece, degli aggressori non c'era più traccia. Secondo quanto emerso nelle prime ore dell'indagine, il giovane sarebbe stato circondato e colpito da un gruppo di sudamericani. Un'aggressione brutale, terminata prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Si indaga anche sul mondo della gang centroamericane o pandillas radicate anche in Italia.
La testimonianza del padre della vittima Non ci sono prove o elementi, al momento, che facciano pensare che l'omicidio sia maturato nelle lotte per il controllo del territorio fra organizzazioni criminali ma il padre della vittima ha dichiarato di aver riconosciuto uno degli aggressori "dai tatuaggi": "Ero qua prima che succedesse, è il capo dell'MS13" ha detto con riferimento alla Mara Salvatrucha, la più nota gang salvadoregna conosciuta per la violenza, omicidi ed estorsione. "È morto mio figlio, la polizia cosa fa? Se ci fossero stati, questo non sarebbe successo", ha aggiunto il padre di Ibarra Silvera.
Il fratello e l'amico erano con lui La vittima viveva proprio nella periferia nord di Milano dove è avvenuta l'aggressione. Con lui, al momento del pestaggio, c'erano il fratello e un amico, ascoltati dagli investigatori nelle ore successive coordinati dal pm di turno, Elio Ramondini. Ai poliziotti avrebbero riferito di non conoscere gli assalitori né di sapere cosa abbia scatenato la violenza. Le indagini della polizia si stanno concentrando ora sulle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nell'area ferroviaria. Gli investigatori cercano di identificare il gruppo fuggito subito dopo il pestaggio e di chiarire se dietro l'aggressione ci siano vecchi contrasti, dinamiche legate alle bande giovanili o un litigio degenerato improvvisamente.