Allarme dell'Ocse

Scuola, il gran caldo e l'impatto sugli studenti: "Sono a rischio, influisce sul loro apprendimento"

Una delle soluzioni per l'Ocse, oltre a interventi strutturali, è una riforma del calendario. In Italia solo una scuola su dieci ha l'aria condizionata

© Istockphoto

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Se in Europa le persone iniziano a morire di caldo, letteralmente, qual è l'impatto di questo rialzo delle temperature sulla scuola? È la domanda da cui parte e a cui tenta di rispondere uno studio dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), secondo cui il calore "influisce sull'apprendimento degli studenti sia direttamente, influenzando il loro benessere e il rendimento scolastico, sia indirettamente, attraverso interruzioni del loro percorso di studi". Diverse sono le possibili contromisure.

L'Ocse: "Giorni caldi a scuola saranno sempre di più" -

 Il punto di partenza per lo studio dell'Ocse, proprio quando le temperature in Italia superano i 35 gradi, è la domanda: "Quali saranno i probabili impatti dell'aumento delle temperature sugli studenti e come si stanno adattando i vari Paesi?". A dieci giorni dalla chiusura delle scuole in Italia, l'afa e la mancanza di sistemi di raffreddamento degli ambienti interni hanno iniziato a farsi sentire nelle classi. L'Ocse però non fornisce una prospettiva rosea: "Gli studenti saranno esposti a un numero maggiore di giornate calde a scuola entro il 2050". Una conclusione a cui gli studiosi sono arrivati analizzando Stati come la Bulgaria, la Francia, la Danimarca e l'Inghilterra ma che si applicano a tutto il panorama di Paesi Ocse fino all'America del Sud.

Le soluzioni alla calura: "Investimenti strutturali e calendario modificato" -

 Come combattere una situazione del genere, che va a impattare in maniera non trascurabile la rendita scolastica dei giovani? La risposta dell'Ocse è chiara: "Modificando il calendario scolastico, investendo in sistemi di raffreddamento nelle scuole o rendendo gli ambienti esterni dei bambini più adatti alle temperature elevate". Soluzioni che comportano però la decisione e la volontà di cambiare. Anche perché l'ammodernamento delle strutture implica costi ingenti, mentre l'adattamento del calendario può impattare direttamente sulla quotidianità delle famiglie. 

La situazione italiana: il 90% delle scuole non ha aria condizionata -

 Proprio sul secondo punto, quello di una modifica netta del calendario scolastico, da anni va avanti un dibattito in Italia. Tra le parti in causa ci sono i genitori, che già ora si trovano per i tre mesi estivi senza l'appoggio scolastico. Un paio di settimane fa, il ministero dell’Istruzione ha stanziato 300 milioni per il Piano estate, con attività rivolte agli alunni e alle loro famiglie. L'Emilia-Romagna è la prima Regione a sperimentare un'apertura anticipata delle scuole primarie, dal 31 agosto al 14 settembre, per aiutare a conciliare i tempi di vita e di lavoro delle famiglie. Iniziative che però vanno in direzione opposta rispetto a quanto segnalato dall'Ocse, che individua un rischio crescente man mano che il caldo aumenta. A meno che, ovviamente, le strutture non siano adeguate a livello strutturale. Ma al momento l'89% delle scuole censite in Italia è completamente sprovvisto di impianto di condizionamento. E il restante 11% non è certo una ghiacciaia, spesso infatti i condizionatori si trovano in singoli ambienti come le segreterie e le sale riunioni. In aula sono più unici che rari. 

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