Sei componenti della delegazione italiana della carovana umanitaria di terra della Global Sumud Flotilla per Gaza sono stati rimpatriati mercoledì dalla Libia, via Istanbul. Il gruppo, atterrato poco dopo le 9.30 all'aeroporto di Fiumicino, era stato attaccato lunedì pomeriggio da forze militari libiche mentre era accampato a Sirte in attesa del rilascio di dieci loro compagni, tra cui due italiani (il pugliese Domenico Centrone e la piemontese Leonarda Alberizia), fermati domenica con l'accusa di "ingresso illegale" mentre cercavano di negoziare un avanzamento del convoglio e poi portati a Bengasi dai miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar. I sei attivisti avevano raggiunto l'aeroporto di Misurata martedì mattina in pullman, scortati da camionette militari, città a circa 210 km a sud-est di Tripoli, ed erano stati quindi imbarcati su un volo per la Turchia.
Secondo quanto riferito dalla sezione Veneto della Global Sumud Flotilla sui propri canali social, due attivisti italiani - Massimo Marchini e Sofia Belfarsi - sono attesi all'aeroporto di Venezia alle ore 14:30. "Restano ancora in Libia Est dieci attivisti/e della Global Sumud Flotilla, di cui due di cittadinanza italiana: Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, nessuna notizia sulle loro condizioni", si legge in un comunicato della delegazione italiana della Global Sumud.
"Nella giornata di domenica 24 maggio, alle 15:22 circa, dieci partecipanti civili del Global Sumud Land Convoy sono stati fermati al valico 5+5 nei pressi di Sirte, dopo aver avviato un processo negoziale volto a facilitare la missione umanitaria del convoglio di terra di Gsf, partito dalla Mauritania. Il dialogo consolare avviato nei giorni precedenti è stato immediatamente intensificato. Nonostante ciò, non si hanno al momento informazioni certe sulle condizioni fisiche, sul luogo di detenzione e sui tempi di eventuale rilascio delle attiviste", prosegue il comunicato.