
Caivano, rubavano e ostentavano il bottino sui social: fermate dieci persone
Secondo le indagini la banda avrebbe messo a segno almeno 70 colpi

Dieci persone, dimoranti in un campo rom di Caivano, nel Napoletano, sono state fermate nella mattinata di mercoledì dai carabinieri con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di rapina, furto, riciclaggio, resistenza a pubblico ufficiale e trasferimento fraudolento di valori. Le attività investigative degli uomini dell'arma si sono sviluppate dal mese di gennaio fino al mese di aprile e hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari a carico degli indagati. Questi ultimi si sarebbero resi autori di numerosi episodi delittuosi, oltre 70 secondo le carte, tra rapine ad automobilisti e furti ai danni di esercizi commerciali.
L'ipotesi accusatoria -
Secondo l'ipotesi accusatoria avvalorata dal gip, gli indagati avrebbero commesso 11 furti, consumati o tentati, ai danni di alcuni sportelli bancari dislocati tra le province di Napoli, Caserta e Salerno. Le ruberie sarebbero avvenute attraverso la tecnica della "spaccata", ovvero lo sfondamento della vetrina tramite autoveicoli rubati e il successivo sradicamento delle casse automatiche con cavi di ferro e funi. Secondo quanto emerso, almeno in una circostanza, la banda, avrebbe utilizzato degli estintori per inibire la vista ai carabinieri e guadagnarsi la fuga.
L'ostentazione del bottino sui social -
Secondo quanto emerso dalle indagini, i presunti responsabili dei reati avrebbero pubblicato sui propri canali social alcuni video per mostrare quanto rubato. Diverse immagini mostrano membri della banda ostentare ingenti quantità di denaro.