Di Big Trader
I conti della veneta Marzotto continuano ad essere tutt'altro che brillanti. E sul bilancio pesa sempre l'effetto Valentino: la celebre "maison" acquistata dalla Hdp-Rcs di Maurizio Romiti per ora regala solo perdite. Certo, c'è un piano di rilancio per una firma così importante, ma, al momento, questa resta solo una sostanziale zavorra. Poi, c'è Hugo Boss, il marchio tedesco della Marzotto, che mostra di non riuscire ad imboccare davvero la via della ripresa. Insomma, la situazione del gruppo moda italiano continua a preoccupare molti operatori.
Lazienda, che controlla brand come Ferrè, Marlboro Classics e Lanerossi, studia una nuova riorganizzazione delle attività, un profondo riassetto che dovrebbe garantire un recupero di sensibili margini di efficienza e un bel risparmio sul fronte dei costi fissi di struttura. In più, si punta a cercare di posizionarsi sempre più sulla fascia alta del mercato, ovvero su quei segmenti dove i margini sono più corposi e dove si rischia di meno di finire nel sotto costo. Dove, insomma, si vende di meno, ma si dovrebbe guadagnare di più.
Tutto questo porterà a tagliare la produzione e, soprattutto, a confezionare di più allestero. La Marzotto, che già possiede stabilimenti in Lituania, Tunisia e Turchia, pensa infatti di spostare altre attività nella conveniente area dellEst Europa. E non finisce qui il disegno per il rilancio: cè spazio anche per una nuova politica che vorrebbe il gruppo fare un bel passo indietro nel comparto dei tessuti e dei filati, per impegnarsi invece al massimo nel settore dellabbigliamento.
Dunque, la voglia di rialzare la testa cè, ma è innegabile che cè pure la preoccupazione di diversi operatori e osservatori. In fondo, siamo davanti allennesimo caso di uno storico impero familiare che deve trovare una sua nuova dimensione, un suo nuovo slancio propulsivo. E vicende di questo tipo nel nostro Paese finiscono sempre per agitare i mercati. In questo casi cè bisogno di un chiaro segnale, di una vision strategica che non lasci dubbi. Perché, naturalmente, i mercati si chiedono sempre se le famiglie possono effettivamente riuscire a rinnovare e rilanciare le aziende che, magari, sono finite in affanno. Nel caso di Marzotto, poi, cè un fatturato che viene in larga parte dallestero, da uno sforzo internazionale ramificato e da mercati tuttaltro che facili. Basti pensare a quello Usa. Dunque, la determinazione e la forza che deve esserci al timone devono essere ancora più consistenti. Il mercato mondiale della moda, davvero, non perdona errori o esitazioni, nemmeno quando si indossano firme celebri.