Durante la puntata del 25 maggio di "Quarta Repubblica" è andata in onda un'intercettazione telefonica esclusiva: si tratta di un audio che Andrea Sempio, nuovo indagato nell'ambito del delitto di Garlasco, inviò ad un'amica il 22 maggio del 2025. L'argomento è l'impronta 33, la traccia sul muro a pochi passi dove fu ritrovato il corpo di Chiara Poggi, che secondo la difesa di Sempio "non è riconducibile alla scena dell'omicidio".
"Ma poi quel muro lì non è un muro liscio, cioè non è... quando vai a dare le impronte, tu la mano la metti sulla superficie liscia - le parole di Sempio - non è che lo fai su una superficie rugosa, mentre invece il muro lì è tutto rugoso, segnato, pieno di robe, quindi... cioè come fai a sapere qual è la mia mano, e qual è il segno del muro, eh niente si sono inventati sta ca*ata qua, quindi o non è mia e stanno dicendo una ca*ata, o se non si riuscirà a dimostrare e verrà stabilito che è mia va bene".
"È un'impronta sul muro però non è insanguinata - ha aggiunto Andrea Sempio - non c'entra niente, non sono databili quindi non puoi sapere se è stata lasciata prima o dopo, no dopo no, prima o molto prima o che... quindi... "