Accuse di omicidio e ricilaggio

Barletta, caso Diviesti: 14 misure cautelari in Puglia e Albania

Indagini su un presunto sistema di riciclaggio internazionale collegato al delitto del 26enne trovato morto nelle campagne del nord Barese

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Svolta nel caso dell'omicidio di Francesco Diviesti. All'alba di martedì 26 aprile sono state eseguite 14 misure cautelari nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari e sviluppata insieme alla Procura speciale anticorruzione e criminalità organizzata di Tirana. Il provvedimento riguarda persone ritenute coinvolte, a vario titolo, sia nel delitto del 26enne di Barletta sia in un presunto circuito di riciclaggio di denaro tra Italia e Albania. Secondo quanto emerso, uno degli indagati è stato posto agli arresti domiciliari, tre sono stati raggiunti dall'obbligo di firma mentre gli altri sono finiti in carcere. Gli investigatori stanno ricostruendo collegamenti, ruoli e responsabilità all'interno di un'organizzazione che avrebbe operato stabilmente tra le due sponde dell'Adriatico. 

L'operazione tra Italia e Albania -

 L'attività investigativa è stata condotta dalla Direzione investigativa antimafia di Bari e dalla Squadra mobile della Questura di Andria, con il supporto delle autorità albanesi e dell'Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza di Tirana. Al centro dell'inchiesta ci sarebbe un gruppo organizzato con base nella capitale albanese e attivo nel trasferimento illecito di denaro contante dall'Italia all'Albania. Le indagini sono state sviluppate attraverso una Squadra investigativa comune costituita con il coordinamento di Eurojust, organismo europeo che favorisce la cooperazione giudiziaria internazionale. Gli accertamenti avrebbero permesso di collegare il presunto sistema di riciclaggio anche agli sviluppi dell'inchiesta sull'uccisione di Diviesti, avvenuta a Canosa di Puglia il 25 aprile 2025

Il ritrovamento del corpo di Francesco Diviesti -

 Francesco Diviesti, 26 anni, parrucchiere di Barletta, era scomparso la sera del 25 aprile 2025 dopo essere uscito di casa intorno alle 20:30. Le ultime immagini utili alle indagini lo avevano immortalato poche ore dopo all'interno del barber shop dove lavorava insieme al padre: le telecamere del negozio lo avevano ripreso mentre entrava nel locale e lasciava il monopattino. Da quel momento del giovane si erano perse completamente le tracce. Per giorni familiari e amici avevano lanciato appelli pubblici, mentre le forze dell'ordine avevano intensificato le ricerche in tutto il territorio. Il 29 aprile la vicenda si è conclusa nel modo più drammatico: il corpo del 26enne è stato trovato dagli agenti della Polizia di Stato in un rudere nelle campagne tra Canosa di Puglia e Minervino Murge, in contrada "Femmina morta". Il cadavere era semicarbonizzato.

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