le storie e le curiosità

Elezioni amministrative, dai flop dell'avvocato Lovati e di Rocco Casalino al trionfo della nipote di Totò Cuffaro: le curiosità dalle urne

Una famiglia che governa un paese siciliano da oltre 20 anni, il comune con soli 44 elettori e i personaggi famosi alle prese con tv e consenso

© Tgcom24

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L'ultima tornata di elezioni amministrative ha coinvolto quasi novecento comuni italiani, con migliaia di candidati in lizza per guidare realtà molto diverse tra loro, dalle grandi città ai borghi di montagna con qualche decina di abitanti. Dallo spoglio emergono alcune storie minori che mostrano come funziona davvero la democrazia locale: cognomi che si tramandano come eredità, comunità così piccole da rendere le elezioni un fatto quasi privato, e volti noti al grande pubblico che hanno scoperto quanto il gradimento televisivo conti poco quando si tratta di conquistare il voto dei propri concittadini.

I Cuffaro da tre generazioni per Raffadali -

 A Raffadali, in provincia di Agrigento, la politica locale porta da decenni il cognome Cuffaro. A metà spoglio Ida Cuffaro, 27 anni, candidata sindaca per la Democrazia Cristiana, aveva già superato l'80% delle preferenze. Laureata in giurisprudenza, madre di tre figli, lavora come assistente al Centro per l'impiego e negli ultimi anni ha curato la comunicazione istituzionale del Comune. La sua elezione chiude un cerchio familiare: lo zio Silvio è stato sindaco di Raffadali per tre legislature, con una breve interruzione, più una da vice sindaco, in tutto oltre vent'anni come amministratore del paese. L'altro zio, Totò Cuffaro, è stato presidente della Regione Siciliana. Ida si presenta come portatrice di "continuità amministrativa e rinnovamento generazionale".

Dalla tv alle urne: Lovati e Casalino -

  Due candidati molto noti hanno dovuto capire sulla propria pelle che tanta notorietà non sempre si converte in voti. Massimo Lovati, l'avvocato di Andrea Sempio diventato molto presente sui media durante il caso di Garlasco, si è presentato come candidato sindaco a Vigevano con Democrazia Sovrana Popolare: ha preso lo 0,98% dei voti, meno di uno su cento. Diverso il bilancio per Rocco Casalino, ex portavoce del governo Conte, in corsa come consigliere a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Fa il pieno di preferenze, ben 246, ma non bastano a essere eletto. Il centrodestra ha vinto il comune come fa da sedici anni, e Casalino rivendica quindi almeno un risultato storico: per la prima volta in assoluto una lista del Movimento 5 Stelle si è presentata alle elezioni comunali di Ceglie Messapica, risultando, secondo i dati parziali, la più votata tra le forze del campo progressista. 

Il voto nel paese con soli 44 elettori -

 Pedesina, alle pendici delle Orobie occidentali in Val Gerola, è uno dei comuni meno abitati d'Italia, con appena 44 elettori. Eppure al voto di domenica e lunedì si sono presentate tre liste, con ventiquattro candidati consiglieri in totale. Non c'è stato un solo comizio, né manifesti per le strade. I tre candidati sindaco erano figure locali: Valentino Maxenti, già sindaco per due mandati dal 2009 al 2019; Giorgio Tarabini, figlio di Teodoro che ha retto il paese per trent'anni; e Mirko Gusmeroli, imprenditore edile alla prima esperienza politica, candidatosi dopo essersi accorto, durante i lavori di sgombero neve, che nessuno rispondeva quando c'era un problema. A spuntarla, con il 54,55% dei voti, è stato proprio Maxenti: un ritorno al municipio per il vecchio primo cittadino, che torna a guidare Pedesina dopo un'interruzione di sei anni.

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