Giornata Internazionale dell'Igiene Mestruale

Ciclo mensile: imprevisti e disagio fuori casa per 8 donne su 10

Il discomfort è ancora esperienza comune per la non inclusività della maggior parte degli ambienti

© Istockphoto

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Basta un attimo perché il ciclo mestruale si trasformi da routine a fonte di stress. E succede molto più spesso di quanto si pensi. Per moltissime donne, il discomfort mestruale è ancora un’esperienza quotidiana, tanto che ben 8 su 10 hanno vissuto almeno un imprevisto legato al ciclo fuori casa. In occasione della Giornata Internazionale dell'Igiene Mestruale, che ricorre il 28 maggio, un’indagine fa chiarezza su un aspetto importante della vita intima di una donna, che a tutt’oggi, può trasformare una giornata fuori casa in un’esperienza di difficoltà logistica e di grande imbarazzo.

UN’ESPERIENZA COMUNE - Oltre al dato citato sopra, con oltre 8 donne su dieci che riferiscono di aver vissuto almeno un imprevisto legato al ciclo fuori casa, dall’indagine emerge che il disagio non è un fatto isolato: solo il 10% afferma di non aver vissuto un solo momento di imprevisto nella propria vita: per il 43% gli episodi sono stati due o tre, mentre la maggioranza delle intervistate (47%) ne ricorda addirittura più di tre, a conferma di quanto il problema sia ricorrente. La ricerca, realizzata da Initial, azienda di servizi per l’igiene e il benessere fuori casa, ha poi interrogato i membri della propria community sulle situazioni in cui si sono verificati gli “imprevisti”, sottolineando quanto questi episodi facciano parte della vita quotidiana. Tra gli ambienti in cui si sono verificati gli “incidenti”, la maggioranza delle donne parla di luoghi pubblici, come cinema o centri commerciali, seguiti da uffici e stazioni, autogrill e aeroporti durante un viaggio. Anche la scuola e l’università si dimostrano spazi critici, rispettivamente per il 39% e il 35% del campione. Lo scenario evidenzia come il disagio legato al ciclo possa affiorare in qualsiasi luogo e in ogni momento della giornata, influenzando studio, lavoro e relazioni sociali.

STORIE DI DISCOMFORT - “Ero a scuola, il ciclo è arrivato in anticipo e non avevo con me gli assorbenti. Ho aspettato chiusa in bagno finché un'insegnante, preoccupata, non è venuta a controllare. Mia mamma ha dovuto prendere permesso al lavoro per portarmi a casa”.

“Primo giorno di università della mia vita, avrei voluto seguire tutte le lezioni, ma all’improvviso mi è arrivato il ciclo. Non avevo con me gli assorbenti e sono dovuta tornare a casa”.

“Ero a un concerto e mi è arrivato il ciclo all'improvviso. Corro quindi in bagno e chiedo un assorbente a tutta la fila. Dopo vari tentativi ne trovo finalmente uno! Lo metto, metto la felpa attorno alla vita per nascondere la macchia. Mi rituffo in mezzo al concerto e, nonostante il grande disagio, faccio di tutto per godermi il concerto e non pensarci!”

Sono solo alcune delle “Storie di Discomfort” raccolte nella survey. Tutte evidenziano un dato chiaro: l’87% delle rispondenti ha identificato come principale causa dell’emergenza l’arrivo non previsto delle mestruazioni, seguito dalla dimenticanza di assorbenti (35%) e dalla mancanza di prodotti disponibili nei bagni (39%).

SOLIDARIETÀ FEMMINILE - La prima risorsa a cui ci si rivolge per ottenere aiuto quanto l’imprevisto accade, è la solidarietà femminile: il 70% delle donne dichiara di aver chiesto aiuto a un’amica o collega, mentre il 63% ha improvvisato soluzioni creative di emergenza. Più difficile invece rivolgersi a persone sconosciute: solo il 9% si sente a proprio agio nel farlo, sintomo che le mestruazioni continuano a essere percepite come un limite e, nonostante le nuove generazioni si sentano sempre più libere nel parlarne, il ciclo spesso continua a essere un tabù.

DISAGIO - Le sensazioni che si provano quando ci si trova alle prese con questo tipo di inconveniente sono disagio, imbarazzo, stress, frustrazione e ansia. Non sorprende quindi che molte donne modifichino concretamente le proprie abitudini: davanti a una emergenza mestruale, il 41% delle partecipanti alla survey ammette di aver cambiato i propri piani dopo un episodio simile, il 32% ha lasciato il luogo in cui si trovava e il 17% ha addirittura evitato le interazioni sociali per non rischiare di incorrere in un imprevisto. Queste esperienze lasciano spesso un segno anche nel lungo periodo: l’82% oggi porta sempre con sé prodotti per il ciclo, mentre il 5% evita persino di uscire quando teme di potersi trovare in situazioni critiche.

LA SOLUZIONE - La ricerca evidenzia però anche una soluzione concreta. Una donna su 2 sostiene che un ambiente meglio attrezzato avrebbe ridotto significativamente il disagio vissuto. E il dato più netto riguarda proprio la presenza di assorbenti accessibili nei bagni: l’82% delle intervistate ritiene molto utile trovare prodotti gratuiti o facilmente disponibili fuori casa, con l'installazione di distributori in aziende, scuole, palestre, centri sportivi, istituzioni ed esercizi commerciali per garantire il benessere fuori casa e per contribuire a creare spazi più accoglienti, attenti ai bisogni reali e liberi da stigma, trasformando un’emergenza quotidiana in un’esperienza gestita con maggiore serenità e dignità.