storie di moda

Gandhara. Gli swim shorts di lusso sono 100% Made in Italy

Costumi da bagno dalle fantasie originali e ricercate che si ispirano alle antiche arti decorative 

di Elena Misericordia

Gandhara è un marchio sartoriale 100% Made in Italy fondato da Federico Kapnist, direttore creativo del brand. Collezioni di swim shorts da uomo d’eccellenza, in cui la bellezza e l’unicità delle fantasie si fondono con la maestria e l’artigianalità del nostro territorio. Capi esclusivi, realizzati artigianalmente in tessuti di altissima qualità, che garantiscono una piacevole morbidezza al tatto e il massimo comfort sulla pelle.

L’azienda sorge a Monte Berico, in provincia di Vicenza, a qualche decina di chilometri dal Golfo di Venezia, ed i suoi magnifici costumi da bagno sono tutti confezionati a mano in una storica camiceria della zona, per rispondere alle esigenze di un uomo che ama distinguersi, anche nell’intimo, scegliendo capi di alta qualità. Le creazioni Gandhara sono interamente Made in Italy, in quanto ogni fase della lavorazione avviene in Italia: la stampa dei tessuti, la confezione, la realizzazione degli accessori e del packaging. 

Gandhara, invece, è l’antico regno centrasiatico, sorto oltre mille anni prima della nascita di Cristo, e conquistato, in seguito, dalle armate di Alessandro Magno, durante la sua campagna d’Asia. Questa civiltà lasciò in eredità uno stile unico, l’arte del Gandhara, in cui elementi indiani e persiani si mescolano agli inconfondibili tratti dell’arte greca ed ellenistica. La sublime fusione di alcune delle culture più importanti della storia dell’uomo, lungo la Via della Seta, si riflette nelle insolite fantasie dei costumi del brand veneto, che trovano appunto ispirazione nelle antiche arti decorative, realizzando una suggestiva commistione tra abilità e stili differenti, provenienti da ogni parte del mondo.

Costumi diversi dall’ordinario, in grado di emozionare, i cui pattern originali traggono ispirazione da viaggi in luoghi ricchi di storia, ma anche da libri, immagini, musei e oggetti di diversa natura. I luxury swin shorts Gandhara inoltre sono pensati per durare nel tempo, utilizzando soltanto materiali di primissima qualità e riproducendo fantasie che non stancano mai di essere viste e indossate. Perché i capi veramente belli non invecchiano mai, come le opere d’arte.

Quando e com’è nato il brand Gandhara? Come la scelta di questo nome? 
Federico Kapnist: Sono stato sempre un estimatore della moda, mi piacciono le cose ricercate e amo indossare capi che abbiano un’unicità distintiva. Nel 2019, guardandomi intorno, percepivo la mancanza di un beachwear davvero particolare. Molti costumi seguivano gli stessi codici estetici, le stesse fantasie convenzionali, a mio avviso impersonali e frutto di poca ricerca. Da questa sensazione è scaturita l’idea di creare qualcosa di diverso: un prodotto che unisse estetica, cultura visiva e qualità, trasformando ispirazioni artistiche in capi contemporanei e dalla forte identità. In quello stesso anno, da un’intuizione durante un viaggio in Asia, è nato il brand Gandhara. Visitando templi e luoghi ricchi di storia, sono infatti rimasto colpito dai motivi decorativi orientali: dettagli raffinati, armoniosi, senza tempo. In quei disegni leggevo vere e proprie opere d’arte, capaci di raccontare culture, atmosfere ed emozioni…è stato proprio in quel momento che ho iniziato a immaginare quei motivi trasferiti sul tessuto. Da lì il progetto ha preso forma in modo molto naturale. L’idea era semplice ma precisa: reinterpretare suggestioni provenienti da culture lontane attraverso una visione moderna dell’eleganza maschile. Il nome Gandhara è arrivato successivamente, ma fin da subito mi è sembrato perfetto. Gandhara era un antico regno dell’Asia centrale, raggiunto da Alessandro Magno durante le sue campagne in Oriente. Dopo la sua morte, proprio in quell’area, nacque la celebre arte del Gandhara, una straordinaria fusione di influenze greche, persiane e indiane. Culture differenti che, incontrandosi, hanno dato vita a uno stile raffinato, riconoscibile e senza connotazione temporale. Ed è esattamente ciò che ho voluto raccontare attraverso il mio brand: l’incontro tra mondi diversi, sensibilità estetiche lontane e riferimenti culturali che rivivono in chiave contemporanea. Oltre che per il suo significato, simbolico e storico, il nome Gandhara mi ha colpito anche per la sua sonorità e per la sua essenzialità visiva: un nome elegante, autentico e capace di raccontare fin da subito l’anima del progetto.

Quali sono le cifre stilistiche distintive dei vostri costumi da bagno? 
F.K.: Quella che era stata una prima e fugace ispirazione, ha trovato poi una sua continuità. Tutti i nostri costumi hanno infatti, come denominatore comune, fantasie ispirate alle arti decorative, rifiutando categoricamente tutte quelle stampe omologate di cui parlavo prima. Oggi molte delle fantasie che proponiamo sono diventate facilmente riconoscibili per la loro peculiarità. E ci auguriamo che lo siano sempre di più.

L’ispirazione da dove arriva? 
F.K.: In principio ci hanno ispirato i viaggi, non solo in Oriente. La nostra seconda collezione, ad esempio, si rifaceva ai disegni del medioevo francese, scovati in abbazie e cattedrali. Poi il covid ci ha costretti a fermarci e abbiamo alzato gli occhi al cielo nelle nostre città: anche i nostri splendidi monumenti avevano decori che non aspettavano altro che essere trasferiti su tessuti. Possiamo quindi dire che la principale fonte d’ispirazione sono le decorazioni dei monumenti, ammirate sia durante i viaggi in Paesi più o meno lontani sia durante semplici passeggiate in luoghi familiari. Altre idee hanno preso forma anche da visite a musei, da libri di stampe, da disegni antichi, da quadri e da oggetti decorati. In fin dei conti, siamo circondati dalla bellezza…lo dice anche il payoff che campeggia sul nostro sito: “A world of beauty”.
 
Che importanza assume l’artigianalità Made in Italy nell’ambito della vostra produzione? 
F.K.: È fondamentale. Di pari passo con l’idea di creare capi d’abbigliamento ricercati c’è la volontà di tutelare il Made in Italy e la terra dove siamo nati e cresciuti. Tutti i passaggi che caratterizzano i nostri prodotti - grafica, modellistica, taglio, confezione - e tutte le aziende che ci forniscono accessori, materiali e servizi sono realtà italiane, a cavallo tra Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna; sia aziende micro, come ditte individuali, sino aziende più consolidate, come ad esempio quelle che ci forniscono i tessuti e dove ci appoggiamo per far stampare i nostri capi. Questo è per noi motivo di grande orgoglio: contribuire, nel nostro piccolo, al mantenimento e alla crescita di un settore che è importantissimo per l’Italia.

Qual è il concetto di moda che si propone di sostenere Gandhara con le proprie collezioni? 
F.K.: Sicuramente una moda lenta, che mira alla qualità a dispetto della quantità, e che spinge a comprare meno e meglio. In giro c’è di tutto: continui lanci di collezioni e capsule e grandi realtà che sembrano fare a gara per chi produce di più. In un’epoca in cui assistiamo al dilagare di un consumismo sfrenato e all’eccesso di prodotti a basso costo, noi ci collochiamo su un altro, piccolissimo, pianeta: un pianeta di nicchia, più vicino al mondo sartoriale. Questo aspetto, oltre a piacere a me, viene molto apprezzato anche dalla nostra clientela. Del resto, se vogliamo ritagliarci un piccolo spazio in un mare di proposte, dobbiamo differenziarci, percorrendo una strada alternativa, etica e responsabile. Ogni anno usciamo con una ventina di nuovi modelli, che aggiunti agli storici e ai continuativi, ci permettono di avere una collezione completa. Questa scelta deriva anche dal tentavo di rimanere sempre coerenti con il nostro DNA artigianale.

A quale uomo si rivolgono i vostri swim shorts di lusso? 
F.K.: Dopo un accorto riposizionamento di prezzo, oggi identifichiamo il nostro cliente nella fascia medio-alta e altospendente. Il target è ampio e va mediamente dai venticinque ai sessant’anni. Ci rivolgiamo ad un uomo che ama distinguersi e che ricerca capi di qualità, diversi per natura dall’offerta tradizionale. Un uomo che non abbia paura di osare, scegliendo anche modelli dalle fantasie più audaci. 

Quali sono i modelli di punta che proponete per l’estate 2026 alle porte? 
F.K.: Tra i costumi guidano le fantasie Antiochia, Damasco e Kashmir. Parliamo di pattern di chiara ispirazione mediorientale e orientale, che coniugano ricercatezza, eleganza e profumo di luoghi lontani. Anche i nuovi shorts donna piacciono moltissimo: capi freschi, versatili e adatti a mille occasioni nelle giornate marine. Le nuove felpe, realizzate 100% cotone, stanno riscuotendo a loro volta un grande successo.

Progetti e sogni per il futuro? 
F.K.: C’è ancora molto da fare, soprattutto dal punto di vista della distribuzione, ma anche stilisticamente. Desideriamo arricchire la collezione con nuovi modelli che vadano a creare un total look estivo, sia per l’uomo che per la donna. Sicuramente l’auspicio è che, nonostante il periodo che tutti stiamo vivendo, il mercato possa crescere e che il nostro prodotto possa essere apprezzato da una clientela sempre più ampia. Il nostro mantra però è quello di continuare ad offrire un prodotto sartoriale, mantenendoci fedeli a ciò che ci ha caratterizzato sin dall’inizio. Il sogno, invece, è quello di espanderci sempre di più all’estero per dare il nostro piccolo contributo nel far conoscere il Made in Italy al di fuori dei confini nazionali, anche attraverso un nuovo punto di vista.