Regina di cuori, streghetta malefica, moglie di un barbiere. Helena Bonham Carter spegne 60 candeline: un'attrice poliedrica, un'icona punk del cinema nei suoi molteplici ruoli, tutti diversi ma ognuno riconoscibile a suo modo. Da sempre lontana dalle convenzioni di Hollywood, non si presenta ai red carpet con il classico abito: il suo stile, un po' vittoriano e un po' ribelle, trova l'approvazione dei non conformisti.
La famiglia e l'infanzia difficile -
Nata il 26 maggio 1966 a Londra, l'attrice vive un'infanzia complessa. Quando aveva 5 anni, sua madre Elena, psicoterapeuta, soffrì di un esaurimento nervoso, dal quale impiegò diverso tempo per guarire. Il padre Raymond, banchiere, invece, rimase paralizzato dopo un intervento al cervello. La famiglia di Helena ha origini aristocratiche: è pronipote del primo ministro britannico H. H. Asquith e nipote del regista Anthony Asquith.
Il debutto al cinema -
Prima di dedicarsi ai ruoli dark per i quali è nota, compare in diversi film in costume. Debutta a 20 anni sul grande schermo con il film di James Ivory Camera con vista (1986), per poi partecipare in alcuni adattamenti letterari come Casa Howard, l'Amleto di Franco Zeffirelli e Le ali dell'amore, per il quale riceve una nomination agli Oscar come miglior attrice.
La svolta punk con Fight Club -
Dal 1999 Helena Bonham Carter cambia vesti, interpretando Marla Singer accanto a Brad Pitt nel cult di David Fincher Fight Club. Un ruolo più gangster e sicuramente più distante dai costumi vittoriani che l'avevano accompagnata in precedenza. Da qui un nuovo inizio, più dark e ribelle, intervallato da alcuni film come Il discorso del re (2010), nel quale interpreta la duchessa di York accanto a Colin Firth.
Il legame e la collaborazione con Tim Burton -
Il duo più eccentrico del cinema contemporaneo lo forma con Tim Burton, che conosce sul set del film Il pianeta delle scimmie (2001). Dal regista ha avuto due figli: Billy Ray, nato nel 2003, e Nell, nata nel 2007. Alla prolifica collaborazione tra Helena e Burton si unisce anche Johnny Depp. Il regista dirige l'attrice in sette film, a partire da Big Fish (2003) in cui interpreta la strega dall'occhio di vetro. Nel 2005 compare in La fabbrica di cioccolato nei panni della dolce e premurosa mamma di Charlie, la signora Bucket, e presta la voce a Emily in La sposa cadavere.
È folle, cinica e innamorata nel ruolo di Mrs. Lovett nel musical horror cult Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street (2007), che le è valso una candidatura ai Golden Globe. Si circonda di creature magiche in Alice in Wonderland (2010) dove interpreta la dispotica e memorabile Regina Rossa e fa divertire in Dark Shadows (2012) nei panni della dottoressa Julia Hoffman, una psichiatra con il vizio del bere.
Gli anni a Hogwarts -
Senza dubbio, fra i ruoli più iconici di Helena Bonham Carter c'è quello della strega Bellatrix Lestrange nella saga di Harry Potter. Con i suoi ricci nero corvino, l'abito strappato, il corsetto e la bacchetta alla mano, ha dato vita a una delle cattive più celebri e amate del cinema fantasy. Inizialmente il ruolo doveva essere assegnato a Helen McRory, che a causa della sua gravidanza, lasciò il posto a Helena.
Il riconoscimento del Times -
Nel 2009, la rivista The Times incorona la Bonham Carter come la più grande attrice britannica di tutti i tempi accanto a Julie Andrews, Helen Mirren, Maggie Smith, Judi Dench, Elizabeth Taylor e Audrey Hepburn.
Il legame con l'Italia -
Oltre ad aver recitato nell'Amleto di Zeffirelli, la Bonham Carter è comparsa anche in La maschera di Fiorella Infascelli, dimostrando di avere un rapporto stretto con il cinema italiano. Come ha raccontato in un'intervista a Movieplayer: "È vero che gli inglesi amano sempre l'Italia, ma nel mio caso questo amore è davvero radicato. La mia famiglia aveva anche una casa ad Arcetri, sulle colline di Firenze".