Ecco cosa prevede

Maldive, arriva la stretta sulle immersioni: "Solo sub avanzati con attrezzature standard"

Attrezzatura e protocolli standard, oltre a un permesso specifico per le immersioni "tech-wreck" ad alto rischio: cosa c'è nella nuova legge nelle Maldive

© Tgcom24

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Le Maldive si preparano a un giro di vite sulle immersioni. Una stretta che il governo di Malè ha deciso di portare avanti dopo la morte dei cinque sub italiani in una grotta oltre 60 metri sotto la superficie del mare. Ad anticiparlo il portavoce capo dell'Ufficio del presidente, Mohamed Hussain Shareef, poche ore dopo il recupero dei corpi e il loro arrivo in Italia. Secondo quanto avrebbe lasciato intendere, si tratterebbe di un netto irrigidimento del regolamento per quanto riguarda la possibilità di compiere il cosiddetto "tech-wreck diving", le immersioni tecniche all'interno di relitti o spazi angusti. 

Cosa prevede la nuova legge: i permessi speciali, l'attrezzatura e i protocolli di sicurezza -

 Mohamed Hussain Shareef, durante una conferenza stampa, ha spiegato che la nuova normativa ha l'obiettivo di correggere una serie di falle che avrebbero contribuito alla tragedia dei sub italiani. La legge - ancora in fase di stesura - imporrebbe la necessità di ottenere un permesso speciale per potersi immergere in missioni "tech-wreck". E soprattutto ordinerebbe che questi permessi siano centellinati dall'autorità, che li potrà concedere solo a ricercatori e sub ultra-certificati. L'obiettivo è inoltre introdurre standard obbligatori per esperienza minima, protocolli di sicurezza e attrezzature, elementi che sarebbero stati carenti nella spedizione che ha causato la morte dei cinque sub italiani. "Poiché ciò coinvolge ricercatori e subacquei "tech-wreck" che utilizzano attrezzature specialistiche – un'attività che non può essere intrapresa senza competenze specifiche ed esperienza di alto livello – attueremo e regolamenteremo tutto questo attraverso linee guida molto rigorose”, ha affermato Shareef. 

Cos'è il "tech-wreck" e quali sono le differenze con le immersioni ricreative -

 Il "tech-wreck diving" è un'attività ancora dai contorni non ben definiti. Generalmente, si intende con l'immersione che supera le profondità concesse nei tuffi "ricreativi" non professionali (nelle Maldive 30 metri) e durante la quale i sub esplorano spazi chiusi come relitti, sottomarini, cunicoli e grotte. Sforando il limite classico di profondità ed esponendosi a una maggiore pressione esterna, i rischi per l'uomo crescono in maniera esponenziale. Per questo l'attrezzatura utilizzata è altamente tecnologica: dal rebreather (ormai sdoganato anche per le immersioni ricreative) fino a miscele differenti nelle bombole. Tra queste le più comuni, oltre al classico nitrox composto da ossigeno e azoto, sono il trimix o l'helair - che combinano ossigeno, azoto ed elio - e l'heliox, ossigeno ed elio. Proprio quest'ultimo è un ingrediente cruciale, perché permette di respirare la miscela a maggiori profondità grazie alla sua minore densità. "Diluendo" così il pericolo di tossicità dell'ossigeno e di narcosi da azoto, due delle conseguenze più letali quando il peso della massa d'acqua sui gas è troppo elevato.

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