Nuova emergenza sicurezza per il presidente americano Donald Trump. Almeno 20 colpi di arma da fuoco sono stati sparati all'esterno della Casa Bianca nella sparatoria innescata dall'azione di una singola persona che ha attaccato un checkpoint della sicurezza. L'edificio presidenziale è stato subito posto in lockdown con all'interno il tycoon e i giornalisti, radunati nella briefing room. Il Secret Service ha colpito l'assalitore, poi morto in ospedale. Nella sparatoria coinvolto anche un passante, rimasto ferito. Il lockdown è poi stato revocato.
Cosa è successo alla Casa Bianca -
Secondo una prima ricostruzione, l'uomo armato si è avvicinato al perimetro della Casa Bianca sul lato ovest, all'angolo tra la 17th Street e Pennsylvania Avenue Northwest, intorno alle 18 ora locale. L'assalitore ha brandito l'arma e sparato verso la struttura. A quanto emerge, l'uomo non è entrato nel complesso. I proiettili hanno ferito una persona che casualmente passava di lì: le stesse autorità non hanno ancora chiarito se l'uomo sia stato centrato dal responsabile dell'attacco o dal fuoco di risposta degli agenti.
La testimonianza della giornalista: "Decine di colpi, poi la corsa nella sala stampa" -
Il momento degli spari è stato "catturato" dalla giornalista di Abc Selina Wang, che ha postato il video sui social. "Stavo registrando un video da mandare sui social dalla zona nord della Casa Bianca quando abbiamo sentito gli spari. Mi sono sembrate decine di colpi. Ci è stato detto di correre nella sala stampa".
Casa Bianca "militarizzata" -
Gli agenti del Secret Service armati sono rimasti a lungo nel giardino della Casa Bianca. Con loro gli agenti dell'Fbi.
L'assalitore soggetto noto: "Pensava di essere Gesù" - L'assalitore della Casa Bianca aveva disturbi mentali ed era convinto di essere Gesù. Lo riporta il New York Post citando alcune fonti, secondo le quali l'uomo era noto al Secret Service e ha violato un precedente ordine giudiziario che gli imponeva di stare alla larga dalla residenza presidenziale.