Conto alla rovescia

Cannes, i favoriti per la Palma d'oro: da "Fatherland" ad Almodovar

L'edizione 2026 del Festival tira le somme: da Javier Bardem  possibile miglior attore al film russo "Minotaur" fra i più apprezzati dalla giuria

© Getty

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La 79esima edizione del Festival di Cannes è quasi giunta al termine ed è corsa alla Palma d'oro. Sono cinque i titoli dato per favoriti a alla vittoria: "Fatherland", "Minotaur", "Coward", "All of a Sudden" e "The Black Ball". In un'edizione dove hanno prevalso a gran voce Europa, Oriente e Medio Oriente, con la quasi totale assenza di Hollywood, girano voci sui film che potrebbero aver conquistato il cuore della giura capitanata da Park chan-wook.

Chi otterrà la Palma d'oro? -

 "Fatherland" di Paweł Pawlikowski è in testa alla Screen Jury Grid (la classifica stilata da critici cinematografici di tutto il mondo per valutare i film in gara). Il film è un racconto in bianco e nero del ritorno in patria dello scrittore tedesco Thomas Mann e di sua figlia Erika (Sandra Hüller). I due attraversano a bordo di una Buick nera un Paese che, nel 1949, appare ormai diviso e pieno di rovine.

Dalla Russia al Giappone -

 Sul fronte russo spicca "Minotaur", di Andrey Zvyagintsev, che ritrae la Russia corrotta e violenta di oggi: un ambiente di piccoli oligarchi, un omicidio cruento dai tempi lunghi dostoevskiani e il trauma russo dopo la guerra in Ucraina. A dare volto e voce alla protagonista della vicenda è Iris Lebedeva.

"All of a Sudden" del giapponese Ryūsuke Hamaguchi affronta i temi del capitalismo, la fragilità umana, il declino demografico e il fine vita in un mondo destinato all'autodistruzione. Tutto questo sullo sfondo di un'amicizia filosofica tra due intellettuali: Virginie Efira, direttrice di una casa di cura nella periferia di Parigi, e Tao Okamoto, regista teatrale giapponese devota al metodo Basaglia.

I film con temi LGBT -

  Non passa per nulla inosservato "Coward" di Lukas Dhont, considerato da molti critici il film emotivamente più impattante del concorso. La gioventù mandata al massacro nella Prima guerra mondiale si intreccia con una storia d'amore tra due omosessuali: Willem De Schryver e Valentin Campagne.

Un plauso dalla critica spagnola e da parte della stampa giovane internazionale va a "The Black Ball" di Javier Ambrossi e Javier Calvo: un melodramma pop tra memoria queer, spettacolo e fantasmi della transizione post-franchista.

La presenza di Almodóvar -

 Un capitolo a sé stante è il regista Pedro Almodóvar con "Amarga Navidad", storia di un artista che racconta il malessere del proprio autunno tra malinconia, insoddisfazione e noia. Il cienasta spagnolo potrebbe aggiudicarsi un premio speciale.

Altri titoli -

 Fra gli altri film possibili futuri premiati c'è "Paper Tiger" di James Gray con Adam Driver e Miles Teller nei panni di due fratelli cresciuti nel mito del sogno americano, che però si infrange contro la dura realtà della mafia russa. Poi "Notre salut" di Emmanuel Marre, promosso dai critici francesi che premiano anche il protagonista Swann Arlaud nei panni di un funzionario mediocre. Si aggiunge alla lista anche "Hope", due ore e quaranta di adrenalina, ritmo e poesia firmate dal sudcoreano Na Hong-jin. Un film pieno di mostri e astronavi, odiato dai critici europei e amato dagli americani. 

Il totonomi per le migliori interpretazioni -

 Il nome più quotato per miglior attore sarebbe quello di Javier Bardem, padre distratto in "El ser querido" di Rodrigo Sorogoyen, in cui appare accanto a Victoria Luengo. Mentre sul fronte femminile ci sono in pole position Sandra Hüller, Virginie Efira (per "All of a Sudden") e Scarlett Johansson per "Paper Tiger".

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