Scoppia la polemica nel comune di Lazise. Il municipio sul lago di Garda ha messo al bando la musica "contro la morale". Lo ha fatto con un regolamento che dice no alle musiche o frasi che possano offendere la morale, il sentimento religioso, la Costituzione o turbare l'ordine pubblico. Gli artisti sono sul piede di guerra: "Ridicolo, il Comune pensi alle cose importanti".
"No ai brani contro la Costituzione" -
Come spiega VeronaSera, il nodo riguarda l’articolo 12 del pacchetto di norme dove si vieta la diffusione di contenuti musicali o testuali ritenuti problematici sul piano dei valori o dell’ordine pubblico. La formulazione è però ritenuta ampia ed è rimasta invariata anche dopo gli ultimi interventi di aggiornamento del regolamento. Secondo molti così facendo si apre a interpretazioni troppo ampie. L'amministrazione comunale ha, a più riprese, spiegato che l'obiettivo è quello di migliorare la programmazione evitando la sovrapposizione di eventi, glissando però il nodo della questione legata alla "questione morale".
L'ex assessora: "Problematica per la libertà degli artisti" -
L’ex assessora alle manifestazioni Elena Buio, oggi in minoranza, ha riacceso la polemica sulla norma ritenuta eccessivamente vaga e potenzialmente problematica per la libertà artistica. La discussione si è poi spostata anche online, dove è stata avviata una petizione che richiama esplicitamente i principi costituzionali e il ruolo della cultura nella società. I promotori sottolineano come "in Italia godiamo del diritto alla libertà di espressione (art. 21 della Costituzione) e di satira".
Gli artisti: Ridicolo, pensate alle cose serie" -
La norma ha innescato una levata di scudi anche dai diretti interessati. Il cantautore milanese Alberto Fortis non ci sta: "L'arte si muove su linee di totale libertà espressiva. Io ne sono anche un po' un esempio fin dagli inizi della mia carriera, di certe argomentazioni un po' provocatorie", ha detto al "Corriere della Sera". Secondo l’artista però un rischio reale c'è: "È il linguaggio dei social, che è un campo che può diventare rischioso, soprattutto quando certi testi inneggiano all'istigazione dello stupro di branco.