La visita pastorale

Papa Leone nella Terra dei Fuochi: "Sono venuto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care"

In migliaia ad attendere il Pontefice in occasione della sua visita pastorale: "La criminalità uccide ma possiamo rialzarci"

© Afp

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Una visita pastorale dal forte sapore simbolico nella Terra dei Fuochi. Papa Leone è ad Acerra, una delle aree più martoriate del Mezzogiorno per l'inquinamento ambientale e per le conseguenze legate allo smaltimento illegale dei rifiuti. Qui il Pontefice è atterrato intorno alle 8.40 ed è stato accolto, oltre che dalle istituzioni, da un nutrito gruppo di bambini e i ragazzi che hanno intonato per lui "Laudato Si" riservandogli un lungo applauso e scattando con lui anche qualche selfie. 

Papa Leone nella Terra dei Fuochi -

 "Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall'inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente" le prime parole di Leone XIV al suo arrivo nella cattedrale di Acerra, dove ha incontrato i familiari delle vittime della "terra dei fuochi".

"Sono qui, però, anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza".

Il ricordo di Papa Francesco -

 Poi il ricordo al suo predecessore che tanto avrebbe voluto visitare quei luoghi. "Già Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui, in quella che ha tristemente preso il nome di 'terra dei fuochi', ma non gli fu possibile. Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio" ha detto Leone che ha ascoltato dal vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, il lungo elenco delle ultime giovani vittime dell'inquinamento ambientale. A un certo punto Di Donna si è dovuto fermare per la commozione.

"Negli ultimi 30 anni solo ad Acerra sono morti 150 tra ragazzi e giovani, senza contare gli adulti" ha sottolineato il vescovo che ha poi aggiunto "Dobbiamo la verità alle vittime della Terra dei fuochi". 

Leone XIV si è trattenuto a lungo con i genitori di numerosi bambini e giovani morti per malattie legate all'inquinamento ambientale. Erano presenti anche alcuni ragazzi che stanno tuttora lottando contro patologie oncologiche. 

"La criminalità uccide ma possiamo rialzarci" -

 Nonostante la situazione sembri senza via d'uscita, bisogna sperare che un domani diverso sia possibile. E' quanto ha detto in sintesi il Papa nel suo discorso nella cattedrale di Acerra. "Le nostre Chiese hanno la missione di fare risuonare qui e oggi la Parola di Dio. Questa Parola ci domanda se crediamo nelle sue stesse possibilità: è Parola di vita. Se oggi ci incontriamo, è per rispondere a questa Parola. E rispondiamo così: Signore, la morte sembra essere dappertutto, l'ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l'indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito" ma "Tu sai che possiamo rialzarci, perché tu stesso ci prendi per mano. Tu sai che il nostro deserto può fiorire. Tu sai cambiare il lutto in gioia" ha detto Leone XIV. 

Il Papa in piazza ad Acerra incontra i sindaci della Terra dei Fuochi -

 Papa Leone XIV, dopo il discorso, ha lasciato il Duomo ed è arrivato a bordo della papamobile in piazza Nicola Calipari, ultima tappa della sua visita ad Acerra. Qui l'incontro con i sindaci e con la popolazione.

"No alla rassegnazione, scegliamo la giustizia" -

 Un messaggio di speranza quello lasciato alla folla che lo attendeva: "La vita c'è e contrasta la morte; la giustizia esiste e si affermerà. Occorre, certo, scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte. C'è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi, nel rimandare le decisioni necessarie e coraggiose. Il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri sono il terreno di coltura dell'illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo - ha chiesto il Papa - vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita! Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano". 

"Questa terra ha pagato un tributo alto, ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti. Il valore e il peso di quel dolore impongono di provare insieme a essere testimoni di un nuovo patto. Siete in cammino verso il tempo della rinascita, che non è tempo di rimozione, ma di azione etica e di memoria operosa".

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