Dovrebbe essere limato nelle prossime ore il tanto atteso accordo tra Iran e Stati Uniti, che secondo Al Arabiya si chiamerà "Dichiarazione di Islamabad". Dopo settimane di botta e risposta, di documenti inviati e rispediti al mittente con richieste ulteriori (e ritenute improponibili), Washington e Teheran potrebbero aver trovato una quadra per porre fine al conflitto che va avanti da fine febbraio. Almeno per ora. A sintetizzare le condizioni sono Axios e il New York Times, che citano fonti vicine al dossier.
Quali sono i punti principali della bozza di intesa -
Ruoterebbero attorno al nucleare, allo Stretto di Hormuz e alla fine della guerra in Libano i principali punti della bozza d'intesa. Secondo quanto emerso, l'accordo entrerebbe in vigore immediatamente non appena annunciato ufficialmente da entrambe le parti.
Ecco alcune delle condizioni fondanti:
- Estensione del cessate il fuoco di 60 giorni, prorogabile per mutuo consenso, che valga su tutti i fronti: terra, mare, aria;
- riapertura dello Stretto di Hormuz senza pedaggi e impegno dell'Iran a rimuovere le mine per consentire il libero transito delle navi;
- revoca da parte degli Stati Uniti del blocco dei porti iraniani e concessione di esenzioni dalle sanzioni per permettere a Teheran di vendere petrolio liberamente. Una fonte governativa statunitense ha precisato che più rapidamente l'Iran rimuoverà le mine, più rapidamente verrà revocato il blocco;
- conferma del dispiegamento delle forze statunitensi nella regione per i prossimi 60 giorni e ritiro solo in caso di accordo definitivo;
- impegno dell'Iran a non sviluppare mai armi nucleari e a negoziare la sospensione del programma di arricchimento dell'uranio, con la rimozione delle scorte. È altamente probabile che una parte della quantità venga diluita, mentre il resto sarà trasferito in un Paese terzo, potenzialmente la Russia;
- fine della guerra tra Israele e Hezbollah in Libano, condizione che ha suscitato preoccupazione nel premier israeliano Benjamin Netanyahu, espressa durante una telefonata con il presidente americano Donald Trump. Un funzionario statunitense ha tuttavia precisato che non si tratterebbe di "un cessate il fuoco unilaterale" e che Israele sarebbe autorizzato ad agire qualora Hezbollah tentasse di riarmarsi o di provocare attacchi;
- sblocco di 25 miliardi di dollari di beni iraniani attualmente congelati all'estero.