
Flotilla: "Una cinquantina di ricoverati a Istanbul, anche un italiano" | L'attivista francese Adrien Jouan mostra i lividi
A Fiumicino le testimonianze dei partecipanti alla Global Sumud Flotilla dopo il rilascio. La procura di Roma indaga anche per tortura e stupro

Sono rientrati nella serata di giovedì 21 maggio all'aeroporto di Fiumicino gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza fermati e poi rilasciati dalle autorità israeliane. L'arrivo in Italia è stato accompagnato da racconti pesantissimi sulle violenze che sarebbero state subite durante il fermo e il trasferimento. Non tutti gli italiani sono però tornati a Roma. Un nostro connazionale, insieme a una cinquantina di attivisti della Flotilla, sarebbe ricoverato in un ospedale a Istanbul per le lesioni riportate durante i giorni di detenzione in Israele. "Stiamo cercando in queste ore di avere notizie sulle sue condizioni di salute"ha detto la portavoce italiana Maria Elena Delia. "Ci riferiscono che in tanti hanno riportato lesioni serie e alcuni sono sotto shock".
La procura di Roma indaga: "Ipotesi reati di tortura e stupro" -
La procura di Roma, che sta indagando sull'abbordaggio della Flotilla, starebbe valutando di indagare per i reati di sequestro di persona, tortura e violenza sessuale. Secondo quanto ha appreso Ansa i magistrati di piazzale Clodio, dopo aver acquisito il video in cui il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir schernisce gli attivisti legati e inginocchiati, analizzeranno il filmato per verificare la presenza di italiani in quella situazione e valuteranno le parole di scherno rivolte dal ministro. Gli inquirenti hanno già iniziato ad ascoltare gli attivisti rientrati, tra cui il deputato del M5S Dario Carotenuto.
Tenuti sotto tiro -
"Noi siamo stati sotto tiro sin dalle fasi dell'abbordaggio, almeno due persone sono state colpite dai cecchini che prendevano la mira per fare male". È il racconto di Marco, uno degli attivisti rientrati in Italia. Secondo la sua testimonianza, le violenze sarebbero iniziate già durante l'operazione in mare. "Hanno iniziato a sparare sulle barche in fase d'abbordaggio. Poi, durante l'abbordaggio, diverse persone hanno usato dei taser".
Le sevizie subite -
Il racconto prosegue con accuse ancora più gravi sulle ore successive al fermo. "Le violenze si sono ripetute dopo, siamo stati fatti salire sulle prue delle barche per farci prendere acqua, poi quando siamo saliti su questa sorta di campo di concentramento galleggiante sono continuate in diverso modo: persone sono state massacrate di botte, sono state ore di sevizie, torture e malmenamenti". Anche altri partecipanti alla missione parlano di pestaggi e persino di abusi sessuali.
Il video dell'attivista francese -
Un attivista francese al suo arrivo a Istanbul mostra i lividi sulla schiena e sulle braccia, causati dalle botte e dalle torture. "Credo di avere le costole doloranti, ma alcune persone arabe, o che non sembrano europei bianchi, sono state picchiate molto più di me" racconta Jouan.
Accuse pesantissime -
"A chi hanno rotto costole, a chi hanno molestato sessualmente ma è stata anche una tortura psicologica”, hanno raccontato alcuni attivisti dopo il rientro.
Flotilla: "Almeno 15 casi di violenza sessuale" -
La Global Sumud Flotilla ha denunciato "almeno 15 casi di violenza sessuale, inclusi stupri", tra gli oltre 400 attivisti trattenuti dalle forze israeliane, oltre a persone "colpite da proiettili di gomma a distanza ravvicinata" e a "decine di casi di persone con ossa rotte".
"Mentre l'attenzione del mondo è puntata sulla sofferenza dei nostri partecipanti, non possiamo sottolineare abbastanza che questo è solo un piccolo esempio della brutalità che Israele infligge quotidianamente agli ostaggi palestinesi", ha scritto la Flotilla sui propri account social, invitando a rafforzare "le pressioni necessarie a porre fine a questa violenza coloniale" perché "le dichiarazioni di condanna non bastano".
Carotenuto: "Picchiati selvaggiamente" -
Il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto ha riferito di persone con fratture e donne che avrebbero subito abusi sessuali. "Ci pestavano selvaggiamente e ci dicevano Welcome to Israel, c'erano persone con fratture, alcune donne hanno subito abusi sessuali. Poi ci hanno portato in aeroporto con le manette ai polsi e catene alle caviglie".
Al centro delle polemiche c'è anche il video diffuso dal ministro israeliano Itamar Ben Gvir, nel quale alcuni partecipanti alla missione appaiono inginocchiati con le mani legate dietro la schiena. La procura di Roma acquisirà il video per effettuare verifiche insieme alle testimonianze raccolte dagli attivisti rientrati in Italia. Sul caso è intervenuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha chiesto all’Unione europea sanzioni contro Ben Gvir.