Le coste libiche e il Mediterraneo centrale rischiano di trasformarsi in un nuovo spazio operativo della guerra indiretta tra Ucraina e Russia, con possibili ricadute sulla sicurezza marittima, sui traffici energetici e sugli equilibri diplomatici tra Tripoli, Mosca e Kiev. E' lo scenario evocato da Ivan Us, consigliere per la politica estera dell'Istituto nazionale per gli studi strategici di Kiev, secondo cui personale militare libico sarebbe stato addestrato da esperti ucraini, in particolare nell'impiego di droni, nell'ambito di un'intesa di lungo periodo tra Kiev e il Governo di unità nazionale libico. La Grecia ha già lanciato l'allarme su questa possibile escalation, mentre il Paese, di per sé frammentato, resta conteso tra i due fronti.
L'addestramento ucraino alle truppe libiche -
In dichiarazioni al sito libico Al Wasat, Us ha affermato che l'accordo tra Kiev e Tripoli prevedrebbe attività di formazione per militari libici, forniture di armamenti e possibili investimenti ucraini nel settore petrolifero libico. Secondo il consulente ucraino, gli esperti di Kiev avrebbero inoltre ottenuto l'uso di un'area costiera in una città libica non precisata. Le informazioni non sono state confermate ufficialmente né dal governo ucraino né dalle autorità libiche.
La Libia come nuovo campo di battaglia? -
Il passaggio più sensibile riguarda il presunto utilizzo del territorio libico come piattaforma per operazioni contro asset russi nel Mediterraneo. Us ha sostenuto che l'attacco contro la nave cisterna "Arctic Metagaz" sarebbe stato condotto con un drone navale ucraino Magura V5 lanciato da una base vicina al complesso petrolifero e del gas di Mellitah, nell'ovest della Libia.
Il consulente ha inoltre citato rapporti secondo cui oltre 200 ufficiali ed esperti ucraini sarebbero presenti in diversi siti libici, compresa l'Accademia dell'Aeronautica militare di Misurata. Anche queste affermazioni restano da verificare in modo indipendente.
La flotta ombra russa -
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di incidenti marittimi attribuiti, direttamente o indirettamente, alla competizione tra Kiev e Mosca fuori dal teatro ucraino. Il sito libico richiama l'attacco di dicembre contro la petroliera russa "Kandil", appartenente alla cosiddetta "flotta ombra", che secondo alcune ricostruzioni sarebbe partito dall'area di Misurata. Viene inoltre citato il caso di un drone navale carico di esplosivi ritrovato da pescatori greci in una grotta dell'isola di Lefkada, episodio che ha alimentato forti preoccupazioni ad Atene sulla possibilita' che il Mediterraneo venga trascinato nel conflitto russo-ucraino.
© Withub
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Secondo la ricostruzione riportata da Al Wasat, le autorità greche avrebbero identificato il mezzo come un drone navale ucraino del tipo "Kozak Mamai", con una velocità massima di circa 105 chilometri orari e una capacità di carico di circa 295 chilogrammi di esplosivo. Il ministro della Difesa greco, Nikos Dendias, avrebbe definito l'episodio "estremamente grave", mentre il ministro degli Esteri, Giorgos Gerapetritis, avrebbe avvertito che Atene non tollererà la trasformazione del Mediterraneo in una "zona di operazioni militari".
Il ruolo della Libia -
Il dossier è particolarmente delicato anche per la Libia. Mosca aveva già accusato nell'ottobre 2025 il Governo di unità nazionale guidato dal premier Abdulhamid Dabaiba di sostenere "gruppi ucraini" in coordinamento con i britannici. Allo stesso tempo, nelle ultime settimane la Russia ha riattivato i contatti sia con le autorità di Tripoli sia con l'est libico. Il 21 aprile scorso, il responsabile ad interim del ministero degli Esteri del Gun, Taher al Baour, ha visitato Mosca, dove è stata riattivata la commissione congiunta russo-libica dopo 25 anni di stop.
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La crescente competizione tra Russia e Ucraina in Libia si innesta su un contesto già frammentato. Mosca mantiene da anni una presenza significativa nell'est e nel sud del Paese attraverso reti militari, politiche ed economiche legate alle autorità della Cirenaica. Kiev, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, avrebbe invece cercato di sviluppare canali operativi nell'ovest libico, in funzione anti-russa e con particolare attenzione alla guerra dei droni.
Per Tripoli, l'eventuale coinvolgimento in operazioni ucraine contro interessi russi comporterebbe rischi considerevoli. La Libia resta formalmente impegnata a mantenere relazioni con entrambe le parti e il ministro russo degli Esteri, Sergej Lavrov, ha recentemente apprezzato la posizione "equilibrata e neutrale" assunta dai libici sulla guerra in Ucraina in sede Onu. Un'escalation nel Mediterraneo potrebbe quindi esporre il governo di Dabaiba a nuove pressioni diplomatiche da parte di Mosca e complicare ulteriormente i già fragili equilibri interni libici.