rischiose abitudini

Cellulare al volante, meno di un italiano su due lo usa in modo corretto: resta alto il rischio distrazione

L'indagine Anas evidenzia abitudini ancora rischiose: l'8,9% degli italiani telefona con lo smartphone in mano, mentre cresce l'adesione alle nuove norme del Codice della Strada

© Istockphoto

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Basta un secondo, quello in cui lo sguardo si sposta sullo schermo per provocare un incidente. Eppure, quel gesto continua a ripetersi. Lo conferma la quinta edizione della ricerca Anas sugli stili di guida: meno della metà degli automobilisti italiani usa correttamente il cellulare al volante, affidandosi a vivavoce, Bluetooth o assistenti vocali.

Numeri che raccontano una distrazione diffusa -

 Secondo l'indagine, realizzata da Global Research su oltre 4mila persone e 5mila osservazioni dirette lungo le principali arterie Anas, solo il 41,9% degli italiani gestisce correttamente lo smartphone durante la guida. L'8,9% continua a utilizzare il telefono in mano, mentre il 14,6% ammette di digitare il numero prima di attivare il vivavoce. Una quota non marginale che conferma quanto la distrazione digitale resti una delle principali criticità sulla strada.

Consapevolezza alta, comportamenti ancora imperfetti -

 Il paradosso emerge con chiarezza: il 75% degli intervistati riconosce lo smartphone come un pericolo per la sicurezza stradale, e il 34,5% dichiara di non usarlo mai mentre guida. Nonostante ciò, i comportamenti non sempre seguono la consapevolezza. Tra i soggetti più inclini a infrangere le regole figurano conducenti di veicoli a noleggio, guidatori meno esperti e motociclisti.

Incidenti e abitudini: un legame che resta evidente -

 Il dato più delicato riguarda chi ha avuto un incidente recente: il 7,9% del campione dichiara sinistri negli ultimi due anni. Tra questi, il 90,8% ammette di utilizzare il cellulare alla guida, contro una media generale del 65% del campione. Un elemento che rafforza la correlazione tra distrazione digitale e rischio stradale, già ampiamente evidenziata dalle campagne di sicurezza.

Il Codice della Strada convince, ma non basta -

 Sul piano normativo, il quadro appare più compatto: l'86% degli intervistati approva le nuove norme del Codice della Strada, inclusa la stretta su comportamenti gravi e la revoca della patente in caso di reati commessi sotto effetto di stupefacenti. Un consenso ampio che però non si traduce automaticamente in una riduzione dei comportamenti scorretti.

Piccoli segnali di miglioramento sulla sicurezza -

 Non manca, tuttavia, qualche indicazione positiva. Il mancato rispetto del divieto di sorpasso scende al 14,3%, rispetto al 17% del 2022. Cresce anche l'uso delle cinture posteriori, che arriva al 64,7% (contro il 44% del 2024 e il 24,3% del 2022). Restano alte le percentuali di utilizzo delle cinture anteriori: 91,1% tra i conducenti e 95,4% tra i passeggeri.

Il comportamento individuale fa la differenza -

 A sintetizzare il quadro è l'amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, che richiama alla responsabilità personale, sottolineando che i numeri della ricerca dimostrano quanto il comportamento individuale al volante resti decisivo per la sicurezza di tutti.

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