personaggio divisivo

Ben Gvir, chi è il ministro israeliano che indigna il mondo

Leader dell'estrema destra israeliana e ministro della Sicurezza nazionale è il volto più radicale del governo Netanyahu

© Ansa

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Itamar Ben-Gvir è uno dei personaggi più controversi della politica israeliana moderna. Nato a Mevaseret Zion, sobborgo alla periferia di Gerusalemme, guida il partito di estrema destra Otzma Yehudit ed è ministro della Sicurezza nazionale nel governo di Benjamin Netanyahu. È considerato il volto politico del nazionalismo ebraico più radicale. Negli anni è stato accusato di razzismo e istigazione all'odio. Per i suoi sostenitori è un difensore della sicurezza israeliana. Per chi lo critica rappresenta invece la deriva estremista del Paese.

Le origini -

 Il padre lavorava in una compagnia petrolifera ed era figlio di immigrati ebrei iracheni. La madre, ebrea curda, da adolescente aveva militato nell'Irgun Tzvai Leumi, organizzazione paramilitare sionista attiva prima della nascita di Israele. Durante l'adolescenza Ben Gvir si avvicinò alla religione e maturò posizioni radicali negli anni della Prima Intifada. Entrò prima nel movimento giovanile di Moledet, favorevole all'espulsione degli arabi da Israele, poi aderì ai gruppi estremisti Kach e Kahane Chai, successivamente banditi e classificati come organizzazioni terroristiche. Quando arrivò il momento del servizio militare, fu esentato dall'esercito israeliano proprio a causa del suo passato politico estremista. Nel corso della sua attività politica e militante è stato coinvolto in decine di procedimenti giudiziari. In un'intervista del 2015 dichiarò di essere stato incriminato 53 volte. Nel 2007 è stato condannato per istigazione al razzismo. Da avvocato ha difeso più volte estremisti ebrei processati in Israele.

La minaccia a Rabin -

 Nel 1995, dopo la firma degli accordi di Oslo da parte del premier israeliano Yitzhak Rabin, Ben Gvir rubò le decorazioni della Cadillac del leader israeliano e disse davanti alle telecamere: "Siamo arrivati alla sua macchina, arriveremo anche a lui". Due settimane dopo Rabin venne assassinato da un estremista ebreo.

Il ritratto del terrorista -

 Per anni Ben Gvir ha tenuto nel salotto della propria casa il ritratto di Baruch Goldstein, il terrorista israeliano che nel 1994 uccise 29 fedeli musulmani nella moschea della Tomba dei Patriarchi a Hebron. Rimosse il quadro solo prima delle elezioni del 2020, nel tentativo di allargare il consenso politico.

Un ministro armato -

 Ben Gvir è noto per girare armato. Nel dicembre 2021 venne indagato dopo la diffusione di un video in cui puntava una pistola contro guardie di sicurezza arabe durante una lite per un parcheggio all'Expo di Tel Aviv. Le guardie erano disarmate. Lui sostenne di essersi sentito minacciato. Nell'ottobre 2022 partecipò agli scontri di Sheikh Jarrah mostrando un'arma e urlando ai palestinesi: "Siamo i padroni di casa qui, ricordatelo, io sono il vostro padrone di casa".

Via le bandiere -

 Pochi giorni dopo il suo ingresso nel governo, ordinò alla polizia di rimuovere le bandiere palestinesi esposte negli spazi pubblici israeliani, sostenendo che "simboleggiavano il terrorismo". Nel 2023 dichiarò: "Il mio diritto, e il diritto di mia moglie e dei miei figli, di andare in giro per le strade in Giudea e Samaria è più importante del diritto di movimento per gli arabi".

La questione di Gaza -

 Dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, Ben Gvir ha assunto posizioni ancora più dure contro la popolazione musulmana. Ha dichiarato che "chi canta, chi sostiene e chi distribuisce caramelle, é un terrorista". Nel gennaio 2024 definì la guerra "un'opportunità per concentrarsi sull'incoraggiamento della migrazione dei residenti di Gaza" e sostenne il ritorno degli insediamenti ebraici nella Striscia.

La torta sulla pena di morte -

 Nel maggio 2026, per il suo cinquantesimo compleanno, Ben Gvir ha ricevuto una torta decorata con un cappio. Il riferimento era alla legge sulla pena di morte per i terroristi approvata dalla Knesset nel marzo 2026, sostenuta con forza proprio dal ministro.

Il video al centro delle polemiche -

 L'ultimo caso riguarda il fermo degli attivisti della Global Sumud Flotilla diretti verso Gaza con aiuti umanitari. In un video girato nel porto di Ashdod, Ben-Gvir compare con una bandiera israeliana in mano mentre attraversa un hangar dove centinaia di attivisti sono inginocchiati a terra ammanettati. "Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo", afferma davanti alle telecamere. Le immagini hanno provocato indignazione internazionale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato duramente il gesto affermando: "Trattamento incivile" 

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