Mentre il team di esperti finlandesi ha recuperato nelle ultime ore due dei quattro corpi dei subacquei italiani dispersi alle Maldive dopo la tragica immersione dello scorso 14 maggio e mentre le autorità proseguono le indagini per stabilire con esattezza cosa sia successo a circa 60 metri di profondità spunta, tra le diverse ipotesi al vaglio, anche quella che i cinque sub non siano entrati volontariamente nella grotta Dhekunu Kandu, nota anche come Grotta degli squali, ma siano stati "risucchiati" a causa di un principio fisico noto come "effetto Venturi".
Maldive, tra le ipotesi sulla morte dei sub anche "l'effetto Venturi" -
Il nome deriva dal fisico italiano Giovanni Battista Venturi che l'ha scoperto tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento durante le sue ricerche sulla meccanica dei fluidi. L'effetto Venturi è un principio fisico che descrive il comportamento di un fluido in un condotto. Quando un liquido o un gas incontra un restringimento, la sua velocità aumenta per continuità.
Per la legge di Bernoulli, a questo incremento di velocità corrisponde un calo della pressione. In pratica, nella strozzatura si genera una depressione che crea una sorta di forte risucchio. Si potrebbe istintivamente pensare che a causa del restringimento il fluido venga "compresso", aumentando la sua pressione. In realtà, come dimostrato dalla fluidodinamica, nel punto più stretto la pressione diminuisce drasticamente proprio a causa dell'aumento di velocità.
La conformazione della grotta -
Nel caso della grotta delle Maldive, la conformazione del sito con le tre camere, un'entrata e un'uscita, potrebbe aver creato una sorta di "risucchio" e i cinque sub italiani potrebbero essere rimasti intrappolati. Inoltre la grotta presenta passaggi stretti, cunicoli e un forte rischio di sollevamento del sedimento che può azzerare la visibilità creando disorientamento.
Proseguono le indagini, recuperate GoPro e attrezzature -
Saranno a ogni modo le indagini in corso a chiarire con esattezza la dinamica della tragedia. Sotto la lente anche le attrezzature recuperate, tra cui telecamere GoPro e computer. I dispositivi, consegnati alla polizia, potrebbero essere la chiave per chiarire gli ultimi momenti, compreso il percorso seguito dai sub, la profondità raggiunta, le condizioni di visibilità e le eventuali difficoltà tecniche.