Allargare la clausola di salvaguardia per comprendere, oltre alla difesa, anche l'energia? "Valutiamo". È uno spiraglio, per ora piccolo, quello che il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovkis, ha aperto di fronte alle insistenze del governo italiano riguardo alla possibilità di sospendere il Patto di stabilità. Una possibilità che si è resa sempre più necessaria per far fronte alle difficoltà energetiche causate dal conflitto in Medio Oriente. "In Commissione Ue, continuiamo a seguire attentamente la situazione e a valutare quale tipo di risposta richieda e richiederà. Ed è in questo spirito che stiamo anche esaminando la richiesta dell'Italia", ha detto Dombrovkis.
La posizione di Bruxelles: "Solo misure temporanee e ad hoc" -
"Il nostro orientamento politico è quello di adottare misure temporanee e mirate per sostenere l'economia, che non aumentino la domanda di combustibili fossili", ha spiegato il vicepresidente della Commissione Ue. "Il problema che stiamo affrontando è uno shock sul versante dell'offerta", ha continuato ricordando come il blocco dello stretto di Hormuz ha impattato sulla circolazione di greggio a livello globale. "Se molti paesi sostengono il versante della domanda, finiamo per mantenere alti i prezzi dell'energia e spendere molto denaro con risultati limitati. Per questo motivo dobbiamo riflettere attentamente su come debba essere organizzata la risposta politica".