
Modena, la gip: "El Koudri voleva colpire più persone possibile, non ha agito per un disturbo psichico" | "C'è il pericolo di fuga in Marocco"
Durante l'udienza di convalida dell'arresto, il 31enne non ha parlato al giudice ma ha fornito i codici di sblocco del cellulare. Non contestate le aggravanti di terrorismo, odio razziale e premeditazione

Salim El Koudri, sabato pomeriggio a Modena, voleva colpire più persone possibile. Lo evidenzia la gip Donatella Pianezzi nell'ordinanza con cui ha convalidato l'arresto del 31enne, che dunque rimarrà in cella. Durante il colloquio con il giudice delle indagini preliminari, il giovane ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande. Ha tuttavia fornito i codici di sblocco per accedere al suo cellulare. La procura gli contesta i reati di strage e lesioni gravissime ma, al momento, ha deciso di non contestargli le aggravanti di terrorismo, odio razziale e premeditazione.
La gip: "El Koudri non ha agito in conseguenza di disturbi psichici" -
Al momento, non ci sono elementi per ritenere che il gesto compiuto da El Koudri sia una conseguenza della patologia - disturbo schizoide di personalità - per il quale il giovane era stato in cura al Centro per la salute mentale di Castelfranco Emilia. Lo afferma il gip nell'ordinanza di convalida dell'arresto. La giudice ritiene che non ci siano nemmeno elementi per ritenere che El Koudri fosse incapace di intendere e volere quando ha commesso il fatto.
La gip: "Voleva colpire più gente possibile" -
El Koudri, come ricostruito, inizialmente punta il marciapiede del lato destro di Via Emilia, dove colpisce i primi pedoni e una ciclista. Poi si rimette in carreggiata e poiché le persone riescono a schivarlo punta direttamente il marciapiede sul lato sinistro che era in quel momento molto affollato. La gip, nell'ordinanza, sottolinea che era chiara la volontà del 31enne di dirigere l'auto che guidava nella direzione più adatta a colpire più gente possibile.
La gip: "C'è il pericolo di fuga" -
El Koudri, spiega ancora la gip, ha tentato di rimettere in moto l'auto dopo l'impatto: non è chiaro se per colpire ancora o fuggire. Poi, scrive la giudice, l'intento è stato quello di allontanarsi correndo, prendendo anche una via laterale per fare perdere - presumibilmente - le sue tracce. Di qui il rischio concreto di fuga. In più, considerando i legami stretti della famiglia col Marocco, il rischio per la gip è che il 31enne possa fuggire proprio nel Paese di origine della famiglia.
Il nucleo familiare di Salim infatti, ricostruisce la giudice per le indagini preliminari, ha mantenuto in questi anni stretti i contatti coi familiari nel Paese nordafricano e lo stesso Salim avrebbe buoni rapporti coi cugini che abitano lì, suoi coetanei. Un altro elemento a supporto di questa tesi è che il 31enne, quando lavorava, metteva da parte denaro per le vacanze in Marocco. Due anni fa tutti insieme l'ultimo viaggio lì. In Italia Salim non aveva un lavoro stabile, non ha una compagna e una famiglia propria, a parte genitori e sorella, quindi se lasciato libero si può ipotizzare una fuga per il Marocco, dove avrebbe una rete di supporto in grado di coprirlo.
El Koudri non parla al gip -
Davanti al giudice per le indagini preliminari di Modena, nell'udienza di convalida che si è svolta in carcere, Salim El Koudri non ha detto nulla in merito ai fatti di sabato, ma ha fornito i codici di sblocco del suo cellulare, che potrà così essere analizzato per approfondire la personalità e il passato del giovane. L'avvocato Fabio Gianelli ha richiesto una visita per il suo assistito e ha detto di augurarsi che gli vengano prescritti medicinali che possano stabilizzarlo, così da favorire la sua collaborazione con la giustizia. "Si è comunque mostrato più lucido - ha detto l'avvocato fuori dal carcere -, mi ha chiesto le sigarette. Gli ho detto che verranno i suoi genitori, ma lui mi ha risposto 'Aspettiamo, voglio essere pronto'".
"La procura giustamente ha chiesto la convalida dell'arresto e ha chiesto la custodia in carcere, che in questo momento è certamente quello che ci aspettavamo", ha detto il legale. Sull'aggravante di premeditazione, l'avvocato spiega che "non è stata accertata perché è vero che lui compie un gesto orrendo, ma nessuno al momento ha capito davvero cosa sia scattato nella sua mente quel giorno, saranno gli psichiatri forensi ad accertarlo".