Il presidente russo Vladimir Putin vola a Pechino da Xi Jinping, accompagnato da una nutrita delegazione. Otto ministri, tra cui quello degli Esteri Sergey Lavrov, la governatrice della Banca centrale, direttori di imprese di Stato, tra cui i vertici delle compagnie energetiche di petrolio e gas Rosneft e Gazprom, presidenti di banche e dirigenti di gruppi industriali. L'incontro con il presidente cinese è previsto per mercoledì, per sviluppare ulteriormente, come sottolinea il Cremlino, il "partenariato strategico privilegiato e speciale" che ha portato i due leader a incontrarsi più di quaranta volte negli ultimi dieci anni e che quest'anno li vedrà insieme ancora ad agosto, settembre e novembre.
Un numero che dimostra una consuetudine non paragonabile a quella di qualsiasi leader occidentale. La visita di due giorni è programmata per commemorare il venticinquesimo anniversario della firma del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole tra Cina e Russia, ma arriva sulle tracce lasciate da Donald Trump, in un viaggio terminato solo qualche giorno fa. Un risultato significativo per Pechino, che in pochi mesi ha ospitato tutti e quattro i più alti rappresentanti del Consiglio di sicurezza dell'Onu: prima degli Stati Uniti, era stata la volta di Francia e Regno Unito. E se la Cina punta a guadagnarsi una posizione sempre più centrale nell'ordine mondiale, la posizione di Putin è più complicata, tra la lunga guerra con l'Ucraina e le difficoltà economiche. Da qui, l'esigenza di riconfermare il più possibile il legame con Pechino.
L'energia e il Power of Siberia 2 -
La Cina potrebbe voler approfondire i rapporti con il vicino in campo energetico, dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz: un danno significativo, che aumenta l'interesse per le forniture russe, vantaggiose anche per i prezzi scontati. Sul tavolo, c'è la costruzione di un nuovo gasdotto tra i giacimenti artici della Russia e la Cina settentrionale, passando per la Siberia e la Mongolia: il Power of Siberia 2. "La forza trainante della cooperazione economica" fra i due Paesi è "il settore energetico", ha confermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, annunciando che Putin e Xi discuteranno del tema. Il progetto, ambizioso quanto costoso, garantirebbe a Pechino la fornitura di 50 miliardi di metri cubi di gas all'anno: nelle intenzioni di Mosca dovrebbe cristallizzare la Cina come principale acquirente di energia, dopo l'introduzione delle sanzioni europee seguite all'attacco all'Ucraina del 2022. La sicurezza energetica cinese sarebbe così garantita, e allo stesso tempo si stringerebbe il legame di dipendenza reciproca tra i due Paesi.
Le relazioni internazionali e la guerra in Ucraina -
Un'altra questione che non potrà essere ignorata nell'incontro sono le relazioni internazionali e, in particolare, la guerra in Ucraina. Uno dei dossier più importanti per Mosca, stretta tra lo stallo del fronte militare e i contrattacchi ucraini che solo negli ultimi giorni hanno provocato morti e diverse infrastrutture danneggiate. Le capacità di difesa di Kiev sono cresciute notevolmente: oggi realizza tra l'80 e il 90% dei droni da difesa e circa la metà degli armamenti usati per proteggere il proprio territorio. A questo proposito, Ushakov ha sottolineato: "La stretta relazione russo-cinese è particolarmente rilevante nell'attuale situazione internazionale, ha un effetto stabilizzante", aggiungendo: "Non siamo amici contro nessuno, ma lavoriamo per la pace e la prosperità universale".
E' probabile dunque che i due leader discuteranno del conflitto, un tema su cui Pechino ha sempre invocato negoziati per arrivare alla pace, presentandosi come neutrale e senza mai condannare apertamente Mosca per l'attacco di quattro anni fa. Quanto alle trattative, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha sottolineato che al momento "il processo di pace è in pausa", ma la Russia si aspetta che gli Stati Uniti "continueranno i loro sforzi di mediazione", interrotti per l'intervento di Washington in Medio Oriente.
I rapporti con gli Stati Uniti -
Allo stesso tempo, è plausibile che nei colloqui bilaterali Putin provi a capire fino a che punto stiano migliorando i rapporti tra Xi e Trump. Le ambizioni della Russia di essere una grande potenza mondiale dipendono in parte dal fatto che sia strategicamente utile a Washington e a Pechino, ma se il rapporto tra le due superpotenze si fa più stretto, il ruolo di Mosca e i suoi margini di manovra diminuiscono. Al momento la Cina è il primo mercato dell’economia russa, a cui è destinato un quarto delle sue esportazioni: l’interscambio tra i due Paesi non è mai stato così alto. Da qui la necessità di proteggere e rafforzare questo legame: un accordo tra i due giganti su Taiwan per esempio, per ora negato dal presidente Usa, potrebbe trasformare gli equilibri a svantaggio di Mosca, che vede nel rapporto con la Cina uno dei suoi ormai pochi elementi di forza.
Gli armamenti e l'intelligenza artificiale -
Un altro modo per aumentare la cooperazione bilaterale tra i due Paesi riguarda gli armamenti. Da parte sua, la Russia potrebbe offrire alla Cina una collaborazione tecnologica in campo missilistico e nucleare, oltre ai risultati delle esperienze fatte sul campo nel conflitto con l'Ucraina, dai droni alla guerra robotizzata. Mentre potrebbe chiedere in cambio un supporto nell'ambito dell'Intelligenza Artificiale e nelle forniture di minerali strategici.
Insomma, da un lato Putin cercherà di rafforzare il rapporto e di mostrare al mondo di non essere il vertice debole del triangolo con Pechino e Washington, provando a evitare che la Cina consideri altri possibili partenariati. Xi invece, da parte sua, dovrà decidere come muoversi per mantenere il rapporto con la Russia restando il partner dominante della coalizione, e senza pregiudicarsi la libertà di movimento a livello internazionale.