il trionfo nella categoria canto

“Amici”, Lorenzo Salvetti: “Non mi aspettavo di vincere, resto lo stesso Lorenzo di sempre”

Il vincitore della venticinquesima edizione di "Amici" si racconta a Tgcom24, tra emozioni e progetti futuri

di Valeria De March
© Ufficio Stampa Fascino

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Lorenzo Salvetti è il vincitore della venticinquesima edizione di "Amici". Diciotto anni, capelli ricci e occhi tra il curioso e il sognante, Lorenzo ha trionfato al televoto nella sfida finale contro il suo avversario Alessio, secondo classificato e vincitore del circuito di ballo. Cresciuto in Veneto nella provincia di Verona, Lorenzo deve la sua passione per la musica ai genitori: "A casa mia ne abbiamo sempre ascoltata tanta, anche se io e mio fratello da piccoli usavamo i vinili come pattini", ha raccontato durante la finale del talent in diretta su Canale 5 sorridendo per l'imbarazzo. Ora lo aspettano nuove sfide, non prima però di aver festeggiato il grande risultato raggiunto.

Quando hai capito di essere il vincitore di “Amici” eri molto sorpreso: qual è la prima cosa che hai pensato?
Ho provato un senso di vuoto, è stata un’emozione fortissima. Mi aspettavo che vincesse Alessio, veder comparire il mio nome mi ha lasciato senza parole.

C’è un brano del tuo percorso ad “Amici” che inizialmente ti ha spaventato ma poi sei riuscito a fare tuo?
Sicuramente il primo che mi è stato assegnato al mio ingresso nel programma, “La donna del mio amico” dei Pooh. Inizialmente ho storto il naso, lo conoscevo ma non l’avevo mai cantato. Poi però mi sono detto che avrei dovuto trovare la chiave per interpretarlo a modo mio e devo dire che ci sono riuscito, il risultato è stato ottimo.

Invece un brano che ti fa pensare ai tuoi genitori, visto il ruolo importante che hanno avuto nel tuo percorso nella musica?
Ci piace cantare insieme “Nessuno vuole essere Robin” di Cesare Cremonini.

In questi mesi ti abbiamo visto spesso scherzare con Maria De Filippi e forse questo ti ha aiutato a far emergere il tuo carattere, a farti conoscere. Quanto è stata importante?
Maria è stata fondamentale per il mio percorso e per quello dei miei compagni. È stata una figura materna, una colonna portante che ci ha sempre sostenuti. È stato bello vedere quanto sia genuina esattamente come appare da casa.

L’anno prossimo sarai il protagonista del musical “Maradona El Diego”: come affronterai questa esperienza? C’è qualcosa che ti spaventa?
Con grande felicità, sarà una bella avventura e ci metterò tutta la mia grinta. Sicuramente dovrò riprendere la recitazione. Ho fatto teatro per metà della mia vita ma poi mi sono fermato, sarà bello ricominciare.

Cosa vorresti che arrivasse di te al pubblico, come vorresti essere definito?
Prima di tutto vorrei essere riconosciuto per il fatto che suono la mia musica, che sono un cantante ma anche un musicista. E poi vorrei che alle persone arrivassero le parole che canto, il loro significato. Credo che a piacere sia proprio il mio modo di interpretare i pezzi.

Quando tornerai a casa i tuoi amici troveranno un Lorenzo nuovo?
Troveranno lo stesso Lorenzo di sempre, semplicemente con una coppa in più. 

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