In lacrime alla sentenza

Assolti due schermidori italiani accusati di stupro, la messicana Fernanda Herrera: "Ho deciso di farmi vedere, lotto per la giustizia"

Lo sfogo fuori dal tribunale di Siena: "Nello sport tanti casi come il mio". Annunciato ricorso in appello

© Da Instagram

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Fernanda Herrera è scoppiata in lacrime alla lettura della sentenza che ha assolto due schermidori italiani dall'accusa di averla violentata in gruppo quando era ancora minorenne. "Perché il fatto non sussiste", sostiene il gup Andrea Grandinetti. Un pianto colmo di tristezza per la battaglia persa, ma solo per adesso: davanti alle telecamere che assediavano l'esterno del tribunale di Siena, la giovane schermitrice di origine messicana ha annunciato di voler portare avanti la sua lotta: per lei e per le altre donne, "perché nello sport ci sono tanti casi come il mio".

"Mi chiamo Fernanda Herrera, sono una sciabolatrice messicana, sono venuta in Italia per allenarmi per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 - ha detto -. Ero qua con mia madre e con la sicurezza che tutto potesse andare avanti, che avrei potuto trovare un futuro in Italia, ma purtroppo mi sono trovata con le peggiori persone che potessero esistere a questo mondo".

I fatti contestati risalirebbero alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2023, durante un raduno internazionale di scherma a Chianciano Terme (Siena), al quale partecipavano atleti di diverse federazioni straniere. Per l'accusa, la giovane atleta - che gareggia per l'Uzbekistan - sarebbe stata abusata durante il soggiorno. Da lì il processo, in rito abbreviato, durante il quale i due imputati hanno sempre respinto l'accusa.

La schermitrice ha deciso di presentarsi in aula e poi di parlare pubblicamente all'esterno del palazzo di giustizia. "Ci sono tanti casi nello sport e nel mondo in cui vogliono silenziare le donne e questo non può più succedere", ha dichiarato, spiegando che domani partirà per una competizione internazionale ma che "sarà difficilissimo dimenticare".

La giovane atleta ha poi aggiunto di avere scelto finora di non esporsi pubblicamente. "Non ho mai voluto far vedere la mia faccia in questi tre anni in cui ho sofferto questa cosa, ma sono stanca e mi farò vedere perché sono orgogliosa di me - afferma -. Per tre anni, oltre a lottare per i miei risultati e per le mie medaglie, ho lottato per la mia giustizia e non mi fermerò mai". Il suo legale Luciano Guidarelli ha annunciato ricorso in appello evidenziando che "il processo avrebbe dovuto prendere una direzione completamente diversa soprattutto perché durante l'incidente probatorio e dalle sommarie informazioni raccolte dagli inquirenti è emerso che la mia assistita non era nelle condizioni di potere discernere e prestare consenso per avere rapporti".

Al fianco della ragazza si è schierata anche Differenza Donna: "Crediamo fermamente alla sua versione dei fatti. Una versione che ci spinge ad avere ancora più determinazione nella mobilitazione permanente contro il Ddl Bongiorno, un ddl che non accetteremo mai perché costringe la vittima a una dimostrazione di non disponibilità, invece di riconoscere la responsabilità di chi stupra", ha detto la presidente Elisa Ercoli.

Di segno opposto le reazioni dei difensori degli imputati, che nel 2025 furono sospesi dalla Federazione italiana scherma. "Siamo sempre stati certi dell'assoluta innocenza dei nostri assistiti - ha dichiarato l'avvocato Enrico De Martino -. Dal punto di vista giuridico questo è l'esatto e corretto epilogo alla luce delle prove e degli elementi processuali". "Che il fatto non sussiste lo sappiamo dall'inizio di questa vicenda, quindi non è una sentenza che ci stupisce", ha aggiunto l'altro legale, Gianpaolo Del Sasso. "Giustizia è stata fatta", ha concluso l'avvocato Matteo Antonio Starace annunciando di chiedere alla federazione "un provvedimento di urgenza affinché possano riprendere la loro attività".

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