l'anniversario

Dal divorzio alle carceri: dieci anni senza Marco Pannella e le sue proteste non violente

Per oltre quattro decenni ha trasformato il proprio corpo in uno strumento politico

© Ansa | Marco Pannella durante un comizio sull'aborto nel 1981

© Ansa| Marco Pannella durante un comizio sull'aborto nel 1981

A dieci anni dalla sua morte Marco Pannella continua a rappresentare uno dei protagonisti più riconoscibili della politica italiana. Fino agli ultimi giorni della sua vita, continuò a frequentare i palazzi della politica quasi a voler ricordare, con la sua grande presenza, che le battaglie, per lui, non erano finite. Leader del partito Radicale, attivista, politico per quattro decenni di storia della Repubblica, ha fatto del proprio corpo lo strumento tangibile delle sue idee. Lo ha fatto spesso spingendosi fino ai limiti dettati dalla salute fisica, tanto da allarmare presidenti della Repubblica e perfino il Vaticano. 

Le prime lotte -

 Le prime lotte non violente risalgono alla fine degli anni Sessanta. Nel 1968 protestò contro l'invasione sovietica della Cecoslovacchia. Un anno dopo iniziò il Satyagraha (metodo di resistenza politica non violenta ideato dal Mahatma Gandhi) a sostegno della legge Fortuna-Baslini che introduceva nell'ordinamento italiano il divorzio, una delle grandi svolte civili del Paese. Fu una battaglia che segnò l'inizio della sua carriera politica e che continuò anche negli anni successivi, durante il referendum promosso successivamente per cancellare la legge. Nel 1972 affrontò quasi un mese di sciopero della fame insieme ad Alberto Gardin per chiedere una legge sull'obiezione di coscienza.

I diritti civili -

 Negli anni Settanta il Partito Radicale diventò il motore delle principali campagne sui diritti civili. Marco Pannella si presentava imbavagliato nelle tribune televisive per denunciare la censura sul tema dell'aborto. Poi arrivò la battaglia per la depenalizzazione delle droghe leggere dove non mancarono momenti provocatori entrati nell'immaginario culturale italiano. Durante una conferenza stampa fumò uno spinello davanti alle telecamere e venne subito arrestato mentre nel 1995, ospite in un programma tv di Alda D'Eusanio, regalò alla conduttrice un panetto di hashish. 

Le campagne mondiali -

 Negli anni Ottanta, con la nascita del Partito Radicale transnazionale, il raggio delle sue iniziative si allargò oltre i confini italiani. Marco Pannella si batté nello specifico contro la pena di morte e la lotta contro la fame nel mondo. Negli anni Novanta tornò a usare il digiuno estremo anche contro il finanziamento pubblico ai partiti, in risposta all'esplosione del caso giudiziario di Mani pulite. 

Il tema delle carceri -

 Tra tutte le sue battaglie, quella per del benessere i detenuti fu probabilmente quella che stette più a cuore dell'attivista. Nel 2003 iniziò un lungo sciopero della fame per chiedere la scarcerazione di Adriano Sofri, ex membro di Lotta Continua condannato a 22 anni di carcere quale mandante dell'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi. Negli anni successivi si impegnò per promuovere l'amnistia e l'indulto per denunciare le condizioni critiche delle carceri italiane.

L'ultimo digiuno -

 L'ultima grande protesta iniziò il 9 agosto 2015. Aveva più di 85 anni e portava avanti uno sciopero della fame e della sete per la legalità e i diritti dei detenuti. Due giorni dopo ricevette la telefonata preoccupata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lo invitò a sospendere per via delle sue condizioni precarie di salute. Lui interruppe il digiuno, ringraziando il Presidente in diretta tv: "Brindo a Sergio!". I medici in seguito lo convinsero poi ad interrompere definitivamente la protesta. Marco Pannella era già malato.

Il saluto dei detenuti -

 Il giorno successivo alla sua morte furono proprio i detenuti del carcere della Dozza di Bologna a ricordarlo con uno sciopero della fame. Un gesto "alla sua maniera" per ringraziarlo di tutte le battaglie fatte in loro favore. Dalla prigione del capoluogo emiliano lo definirono "un caro amico, un amico di tutta l'umanità".

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