Michele Placido spegne 80 candeline. Nato ad Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, il 19 maggio 1946, cresce in una famiglia profondamente legata ai valori religiosi. In un'intervista al Corriere della Sera, infatti, racconta: "Da bambino ero abitato da un forte misticismo". Prima del cinema fa il poliziotto: a 18 anni entra nella Polizia di Stato e vive anche gli anni turbolenti del '68 romano, esperienza che influenzerà molto la sua sensibilità artistica e civile.
Dalla divisa al set -
Lascia presto la divisa per studiare recitazione all’Accademia d’arte drammatica Silvio D'Amico di Roma. Debutta in teatro con la compagnia di Luca Ronconi, esperienza decisiva per la sua formazione. Negli anni Settanta diventa uno degli interpreti simbolo del cinema civile e del poliziesco all’italiana, lavorando con registi del calibro di Marco Bellocchio, Mario Monicelli, Francesco Rosi e Luigi Comencini. La fama arriva con il personaggio del commissario Corrado Cattani nella serie TV La piovra (1984-1989), uno dei maggiori successi internazionali della televisione italiana. Qui il volto di Placido diventa sinonimo di lotta alla mafia.
Come regista debutta nel 1990 con Pummarò, inaugurando una seconda vita artistica dietro la macchina da presa. Nei suoi film Placido si focalizza spesso su temi sociali e politici. Il suo titolo più celebre da regista resta Romanzo criminale, un ritratto della Banda della Magliana e sugli anni oscuri della storia italiana. Il film ottiene otto statuette ai David di Donatello, tra cui una per la sceneggiatura. Uno dei suoi più grandi rimpianti? "Mio padre non mi ha mai visto recitare. Quando morì, molto giovane, a 54 anni, cominciavo a diventare famoso, avevo già lavorato per Marco Bellocchio", ha raccontato l'attore al Corriere.
Il rapporto con la fede -
Fin da bambino, Michele Placido si trova gomito a gomito con la religione. Complici i racconti di uno zio missionario che tornava dal Paraguay a Natale con storie di indios. Poi la breve esperienza al collegio di padri redentoristi di Scifelli, in Ciociaria, finita per essere stato scoperto a consumare delle ostie dal tabernacolo.
Dice che leggere i copioni in chiesa gli dà "serenità, concentrazione e forza spirituale". Ora Placido è impegnato nelle riprese di un film biografico in cui interpreta Celestino V. "Celestino mi affascina anche più di Padre Pio, siamo anche nati lo stesso giorno, il 19 maggio", ha detto.
I cinque figli e l'amore complicato con Federica Vincenti -
Sul fronte sentimentale, Placido ha avuto due matrimoni. Il primo con Simonetta Stefanelli, dal quale nascono quattro figli: Violante, Brenno, Michelangelo e Inigo. Poi l'incontro con Federica Vincenti: dal loro amore nasce Gabriele. Quando si sposarono lei aveva 19 anni, lui 55. Il periodo pesante dell'aborto terapeutico di Federica li portò alla separazione. La bambina sarebbe nata cieca e sorda. Un duro colpo da affrontare. "Mi sono addolorato, 'sta ragazzina è stata la donna della mia vita", ha detto l'attore, che, ancora adesso, le manda i fiori.