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Sarajevo: tra storia e natura, la città che non ti aspetti

Vero crocevia tra i popoli, offre molteplici spunti per una visita di arte e storia, ma anche natura e gastronomia

Sarajevo, nella nostra memoria, è strettamente associata all’attentato all’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo, evento che nel 1914 segnò l’inizio della Prima Guerra Mondiale. Ma al di là di questo episodio che emerge dai ricordi dei libri di scuola, questa graziosa cittadina offre molte sorprese al viaggiatore in cerca di mete alternative alle solite destinazioni: la capitale della Bosnia Erzegovina è un luogo in cui convivono culture diverse, intrecciandosi nella vita quotidiana. Spesso soprannominata la “Gerusalemme d’Europa”, la città racchiude nel raggio di pochi minuti a piedi moschee, chiese, sinagoghe e cattedrali, simbolo di una storia complessa e stratificata che continua a riflettersi nel presente.

LA CITTÀ – Il centro storico di Sarajevo è raccolto e compatto, per  si esplora a piedi con facilità, attraversando quartieri che cambiano atmosfera nel giro di pochi passi: si incontrano moschee, chiese, sinagoghe e cattedrali, in un paesaggio urbano che alterna minareti, campanili, cupole, facciate ottomane ed edifici austro-ungarici. Crocevia di civiltà per secoli, Sarajevo ha conosciuto dominazioni e influenze diverse, dall’Impero Ottomano a quello Austro-Ungarico, che ne hanno plasmato l’identità multiculturale. Accanto alle vestigia di un passato glorioso restano i segni della guerra in Bosnia ed Erzegovina, durante la quale, tra il 1992 e il 1995, la città ha vissuto il più lungo assedio nella storia contemporanea europea, un’esperienza che ha contribuito a definire il carattere resiliente e aperto della città. Per esplorare il centro, il viaggiatore può seguire il percorso “Where Cultures Embrace” che attraversa nel raggio di pochi minuti vari luoghi di culto, offrendo una lettura concreta della convivenza culturale che caratterizza la città. Mentre, attraverso iniziative come “Sarajevo through stories”, i visitatori possono incontrare artisti, guide e abitanti locali, ascoltando storie personali che restituiscono una visione autentica della città.

ESPLORARE SARAJEVO - Il cuore storico della città è Baščaršija, il quartiere ottomano: un dedalo di vicoli, piazzette e botteghe artigiane, un nucleo in cui la città ha preso forma fin dal XV secolo e che ancora oggi conserva la sua vocazione commerciale e sociale. Qui si trovano molti dei luoghi più emblematici, come la moschea di Gazi Husrev-beg, tra i più importanti esempi di architettura islamica nei Balcani, il Bezistan, antico mercato coperto, e la Torre dell’Orologio. Le strade hanno ancor oggi i nomi degli antichi mestieri, come ramai, orafi, pellettieri, a testimonianza di una tradizione artigianale ancora viva. Baščaršija è anche il luogo ideale in cui partecipare a uno degli appuntamenti più identitari della città: il rituale del caffè, momento di socialità da godere nei piccoli locali storici, le aščinice. Da ammirare poi è il Sebilj, la fontana in legno simbolo della piazza principale, punto di incontro e riferimento per chi vive e visita la città. A poca distanza si trova la via Ferhadija che accompagna il viaggiatore verso l’eredità austro-ungarica, segnando uno dei passaggi più evidenti tra Oriente e Occidente. Per gli appassionati di storia, è immancabile una visita al Ponte Latino, dove nel 1914 fu assassinato l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo. Infine, da non perdere il Museo dell’Infanzia in Guerra, che offre uno sguardo intimo e toccante sulla storia recente della città, attraverso oggetti personali, testimonianze e racconti dei bambini che hanno vissuto l’assedio di Sarajevo. Accanto ai suoi luoghi simbolo, Sarajevo rivela il suo carattere più autentico anche in angoli meno noti, tra cui Alifakovac, uno dei punti più scenografici della città, amato per la sua atmosfera silenziosa e per la vista che si apre sui tetti.

LA NATURA - A completare il viaggio c’è il rapporto immediato con la natura: dal centro città si raggiunge in pochi minuti la funivia per il monte Trebević, uno dei simboli di Sarajevo: costruita negli anni ’50, resa celebre dalle Olimpiadi invernali del 1984 e distrutta durante la guerra, è stata ricostruita e riaperta nel 2018. Oggi collega il centro alla montagna in meno di dieci minuti, offrendo una vista panoramica sulla città e la possibilità di trovare, durante l’estate, sentieri escursionistici, aree verdi e punti panoramici a breve distanza dal centro urbano. Per chi desidera spingersi oltre, Skakavac offre un’area naturale incontaminata, celebre per la cascata e per i percorsi immersi nel verde, che contrasta con il tessuto urbano e amplia ulteriormente l’idea di Sarajevo come città da vivere anche all’aria aperta.

GLI EVENTI ESTIVI - Durante i mesi estivi, la identità poliedrica di Sarajevo si riflette in un calendario culturale diffuso che contribuisce a raccontare il volto contemporaneo della città. Tra gli appuntamenti più rilevanti, Kultura na ulice! (giugno–settembre) porta musica, teatro e performance negli spazi urbani, mentre Baščaršijske noći (luglio) trasforma il centro storico in un palcoscenico a cielo aperto. A chiudere l’estate c’è il Sarajevo Film Festival (dal 14 al 21 agosto 2026), uno degli eventi cinematografici più importanti dell’Europa sud-orientale.

LA BUONA TAVOLA - La cucina di Sarajevo è un incontro tra influenze ottomane, austro-ungariche e contemporanee, che si riflette in piatti semplici, saporiti e legati alla tradizione. I pezzi forti della gastronomia locale si scoprono nei classici ristoranti, ma anche nelle aščinice, le piccole trattorie tradizionali con cucina casalinga, e nei locali specializzati, come le ćevabdžinice, dedicate alla carne alla griglia, o le buregdžinice, punti di riferimento per la pita appena sfornata. La cucina locale si fonda su carne di manzo o agnello (ma non del maiale), verdure ripiene e sfoglie ripiene. Il piatto nazionale è il Ćevapi (o Ćevapčići): un succulento cilindro di carne tritata alla griglia, servito caldo dentro il tipico pane somun (simile alla pita) e accompagnato da cipolla cruda. La pita è l'istituzione dello street food: si tratta di una sottile pasta sfoglia arrotolata e ripiena, cotta al forno, da mangiare ripiena di carne macinata o di formaggio e verdure. Da assaggiare è la Begova Čorba, una zuppa ricca a base di carne di gallina e verdure, tipicamente servita con panna acida, piatto forte dei mesi invernali, quando fa freddo. Oppure ci sono i Klepe: piccoli e saporiti ravioli bosniaci ripieni di carne macinata, di solito conditi con burro fuso, aglio e yogurt. E tra i dolci è da provare la Baklava, un dolce di origine turca fatto con pasta fillo ricca di burro e frutta secca, dolcificata con uno sciroppo denso di zucchero o miele.

Per informazioni su Serajevo, sito Internet: www.visitsarajevo.ba