Chi accetta di salire in macchina con un conducente ubriaco può perdere parte del diritto al risarcimento in caso di incidente. È quanto ha stabilito il Tribunale civile di Bolzano in una sentenza relativa a uno schianto avvenuto nel 2018, nel quale il guidatore perse la vita dopo l'impatto con un tir.
Lo schianto del 2018 e la causa contro l’assicurazione -
La vicenda nasce da un incidente stradale avvenuto nel 2018 in Alto Adige. Alla guida dell'auto c'era un uomo che, secondo gli accertamenti, aveva assunto una quantità di alcol tale da compromettere gravemente la capacità di guida. L'auto si schiantò contro un tir e il conducente morì nell'impatto. Il passeggero sopravvissuto aveva successivamente avviato una causa civile contro la compagnia assicurativa, contestando il fatto di aver ricevuto soltanto una parte del risarcimento richiesto per i danni subiti.
La decisione del giudice: "Il rischio era evidente" -
Nella sentenza viene richiamata anche una pronuncia della Cassazione del 2025, secondo cui "l'accettazione del rischio da parte del trasportato, che sale a bordo di un veicolo guidato da una persona in evidente stato di ebbrezza" può giustificare una riduzione del risarcimento. Il tasso alcolemico era infatti così elevato da rendere evidente lo stato di alterazione. La decisione del tribunale altoatesino rafforza, quindi, un orientamento giurisprudenziale destinato ad avere conseguenze anche in altri casi analoghi: la responsabilità, in determinate situazioni, può estendersi non solo a chi guida, ma anche a chi sceglie consapevolmente di affidarsi a un conducente alterato dall'alcol.
Un messaggio che va oltre le aule di tribunale -
La sentenza di Bolzano non parla soltanto di assicurazioni e codici civili. Mette al centro una domanda scomoda: fino a che punto siamo responsabili delle decisioni prese dagli altri quando scegliamo di seguirli?