"Abilitati fino a 100 metri"

Maldive, chi sono i tre super-sub finlandesi arrivati a Vaavu: "Esperti e senza paura, hanno detto subito sì"

Videro morire due sub e decisero di tornare a recuperarli a 135 metri sott'acqua. Nel 2018 salvarono i bimbi thailandesi intrappolati in una grotta

Hanno visto morire affogati davanti ai loro occhi due dei loro più cari amici, mentre si trovavano in un'immersione 135 metri sotto il livello del mare in una grotta in Norvegia. Sfidando il divieto della polizia, sono tornati a recuperare i loro corpi infilandosi nuovamente nel budello subacqueo della Plurdalen Valley noncuranti della situazione di rischio in cui si sarebbero messi. Ora saranno loro - i finlandesi Sami Paakkarinen e Patrik Grönqvist,  insieme alla sub connazionale Jenni Westerlund - a tuffarsi nelle acque delle Maldive per tentare il recupero delle salme dei quattro italiani deceduti venerdì e ancora dispersi

La disponbilità dei tre sub: "Erano in miniere sommerse, hanno detto subito sì" -

 I tre sub-speleologi finlandesi, della fondazione assicuratrice per sub Dan Europe, hanno già toccato terra alle Maldive poche ore dopo aver dato il loro assenso a partecipare alle operazioni nell'atollo di Vaavu, che sono già costate la vita a un sommozzatore locale. "Quando li ho chiamati venerdì stavano facendo un’esplorazione in alcune miniere sommerse in Svezia. Hanno subito risposto di sì", ha spiegato Laura Marroni, Ceo di Dan, al Corriere della Sera. Arrivati a Malè, hanno già compiuto una serie di briefing con i tecnici della Maldivian national defence force e preparato la loro attrezzatura. La più importante è il rebreather, "boccaglio" iper-tecnologico per la respirazione a circuito chiuso. Lunedì si caleranno in acqua.

Il dramma nel 2014 e il salvataggio dei bimbi in Thailandia -

 Perfetti sconosciuti in Italia, Sami Paakkarinen e Patrik Grönqvist sono autentici eroi nei Paesi nordici. Nel 2014 fecero parte del team di cinque sub finlandesi che scoprì uno strettissimo corridoio di grotte sulle coste Norvegesi, che arrivava a toccare i 140 metri sotto il livello della superficie terrestre. Una lunga strettoia in cui per avanzare era necessario spaccare lastroni ghiacciati.

© Tgcom24

I tre sub finlandesi arrivati nelle Maldive per recuperare i corpi dei quattro italiani ancora dispersi

Durante questa spedizione, in due persero la vita. Pochi mesi dopo, nonostante il divieto netto opposto a ulteriori missioni di recupero data la pericolosità della Plurdalen Valley, i due scesero in acqua riportando a calla la salma dei loro amici. Quattro anni più tardi parteciparono attivamente al salvataggio dei 12 bambini thailandesi che rimasero bloccati nella grotta Tham Luang a causa di un'inondazione. Tanto che i due sub sono protagonisti del documentario Diving into the unknown.

Le operazioni di salvataggio: "Saranno guidati da due italiani" -

 Come ha spiegato Laura Marroni, i tre soccorritori sono abilitati a scendere fino a 100 metri. A supportarli dalla superficie ci sarà un folto team di Dan, composto anche da italiani come Giuseppe D’Amato e Greta Marcelli: "Sono tutti sulle imbarcazioni della guardia costiera. E sono molto sotto pressione per la responsabilità che hanno". Tra i sommozzatori a calarsi nell'acqua degli atolli delle Maldive ci sarebbe dovuto essere anche un militare italiano, a cui però non è stata concessa in tempo l'autorizzazione per partire. L'intervento, ha puntualizzato Marcelli, non giustificato dal fatto che uno dei deceduti fosse assicurato con la fondazione: "Non è questo il momento di parlare di assicurazione".

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